SOCIETÀ
PRONTUARIO DEL PECCATORE MODERNO
Peccati: Dante ne dava una precisa collocazione nell’Inferno, oggi se ne può trovare una dettagliata catalogazione in farmacia, con relativo prodotto da assumere sia per sconfiggerli, sia per esaltarli.
"Sei cose odia il Signore, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spargono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corrono frettolosi al male, il falso testimone che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli”. Proverbi, 6:16-19. Considerando le Scritture, non si ravvedono in esse espliciti indicazioni rispetto ai Sette Peccati Capitali; nella Bibbia l’unico riferimento ad una lista invisa a Dio viene riportato integralmente nell'epigrafe in alto a questo articolo, tutto sommato un elenco di sette caratteristiche che sembrano rapportarsi all’identikit della persona iniqua, del peccatore verace. Più affini alla cultura popolare che ai testi Sacri, i Sette Peccati Capitali percorrono in lungo e in largo anche le arti, dalla letteratura alla pittura, dalla musica alla scultura, rappresentandoci tutti possibili colpevoli, comunque fallaci perché troppo umani.
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ARTE
FANTASIE CROMATICHE INTERGALATTICHE
I quadri di Ruggeri sono solo apparentemente pensati e impostati razionalmente, in realtà sono il frutto di una creazione spontanea, quasi selvaggia. Il punto di arrivo non è prevedibile; il punto di partenza può mutare direzione in nome di qualcosa che si chiama fantasia.
Paol
o Massimo Ruggeri è nato a Cremona nel 1955, ma “ avrebbe potuto essere qualsiasi altro anno e luogo”. Non ha molta importanza, non si identifica né in un luogo, né in un tempo storico, ma si sente molto Paolo Massimo, nell'accostamento degli opposti del suo nome. Ha sempre dipinto, sin dall'infanzia, in un primo momento esclusivamente per se stesso, per un'esigenza personale. Poi a 19 anni la prima mostra. Da quel momento, anche se a fasi alterne, avverte la necessità di esporre pubblicamente i suoi lavori. Dichiara: «mi piace pensare che i miei quadri si muovano, abbiano una loro vita, perciò ho iniziato a fare mostre personali a Milano, a Ferrara, in Costa Azzurra. Sono molto legato alla Francia e alla cultura francese». Proprio perchè “vivi” i quadri di Ruggeri non hanno cornici. Incorniciare un quadro significa per l'artista limitarne lo spazio vitale e di conseguenza la libertà di “viaggiare”. Per un periodo molto breve dipinge “paesaggi” essenziali e atmosfere rarefatte di grande suggestione, utilizzando colori molto tenui e pennellate spumeggianti.
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LETTERATURA
DIAVOLI E PECCATORI NELLA LETTERATURA RUSSA
La declinazione letteraria del peccatore a volte assume i connotati di un demone, un ribelle orgoglioso che lotta per la libertà e la conoscenza, soffre per la propria solitudine e a volte cerca un riscatto che difficilmente potrà avvenire
Il tema del peccato sembra essere particolarmente adatto ad un approccio di tipo letterario; forse perché dotato di uno statuto ambiguo, generante nel contempo attrazione e repulsione, distaccamento e identificazione, da parte sia del lettore che dell’autore stesso, lo possiamo incontrare nella produzione letteraria di tutti i tempi e di tutte le aree geografiche (almeno europee). Pensiamo ai personaggi epicamente descritti da Dante nel suo Inferno, o alle figure di Adamo ed Eva, o di Lucifero, delineati dalla penna di John Milton nel Paradiso Perduto, per poi spostarci all’Innominato manzoniano, e divertiamoci nell’inseguire e stanare i grandi e piccoli peccatori letterari; ci renderemo conto di quanto la nostra cultura sia permeata di figure che impersonano la colpa, soprattutto quella religiosamente intesa. Tuttavia, la declinazione letteraria del peccatore a volte presenta dei tratti diversi, più ambivalenti, ed egli assume allora i connotati di un demone, un ribelle orgoglioso che lotta per la libertà e la conoscenza, soffre per la propria solitudine e a volte cerca un riscatto che difficilmente potrà avvenire; oppure, con i suoi atti inconsueti e straordinari, svela le meschinità del genere umano, talvolta più grandi dei singoli peccati.
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CONSIGLI DI LETTURA
POSSIBILE, IMPOSSIBILE
"Cosa avrebbe detto, se ti avesse visto...?"
L
 a maggior parte delle situazioni possibili non si sono mai verificate. A cosa facciamo riferimento, allora, quando parliamo di possibilità mancate? Come veniamo a conoscenza dell'esistenza di queste situazioni possibili se non sono mai avvenute? Andrea Borghini tenta di rispondere a queste domande, o meglio lascia che a farlo siano le principali correnti filosofiche che hanno trattato della modalità del possibile. Scetticismo, Espressivismo, Modalismo, Finzionalismo sono solo alcune delle teorie che vengono esposte nel volume di Borghini. Lo scetticismo, ad esempio, è una teoria che spiega così la possibilità: l'uso legittimo di questa modalità può riferirsi solo agli enunciati, non alle cose stesse. Quando sosteniamo che qualcosa sarebbe stato possibile, stiamo solo avendo un determinato atteggiamento nei confronti di un enunciato, non ci rivolgiamo a qualcosa di concreto. Sulla stessa linea la teoria finzionalista: il discorso sul possibile è utile finzione che ci permette di parlare di ciò che non c'è.
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EDICOLA
GEOMETRIA DEL FANTASTICO
Fantasia e immaginazione tra arte e scienza. In edicola da mercoledì 10 marzo.
Se si parl
 a di scienza a molti di noi viene subito in mente una visione delle cose estremamente fredda e pratica. Scienza è quel complesso di discipline che ci permette di capire come si sviluppa la vita, come agiscono le forze dell'universo, ma anche di costruire ponti, grattacieli, di sfruttare l'energia del vento e dell'acqua corrente e trasformarla in energia elettrica. Insomma, la scienza è la perfetta fusione tra pratica e teoria. Uomini di scienza che si dedicano alla divulgazione in chiave accessibile dei risultati della ricerca, si sono spesso soffermati sul valore delle conoscenze e del patrimonio culturale “non scientifico”. L'opinione corrente è quella che indica nell'arte e nella letteratura piacevolissime attività dello spirito che tuttavia non hanno l'utilità sociale attribuibile alla scienza. Nonostante da decenni si predichi il superamento della dicotomia tra cultura umanistica e scientifica a favore di una conoscenza “globale”, questa concezione dualistica persiste nell'opinione comune e in buona parte del mondo scientifico.
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LIBRI
CI VUOLE BEN ALTRO CHE UN LIBRO
Incontro con lo scrittore Carlo Alberto Parmeggiani. Tra riflessioni sulla vita, sull’arte dello scrivere e sul loro legame, ci presenta il suo ultimo romanzo La mezza estate
Si dice o vivi o scrivi
 . Per qualcuno forse funziona, per me no: io vorrei vivere e scrivere nello stesso tempo, anzi vorrei vivere portando la vita nella scrittura». È questa la frase che meglio di qualunque altra descrive lo scrittore carpigiano Carlo Alberto Parmeggiani e il suo rapporto con la scrittura. Abbiamo incontrato Parmeggiani in occasione della presentazione del suo ultimo libro, La mezza estate, edito da Zandonai. L’incontro non è stato solo una semplice promozione pubblicitaria, ma un vero e proprio scambio di idee e di pensieri sulla vita, sulla scrittura e sul loro legame. «La scrittura mi è servita per capire se avevo qualcosa a cui guardare al di là del muro oltre al quale non vedevo, se avevo un futuro a cui guardare domani. Non dico a una settimana o a un mese, ma al domani. E questo mi piaceva. - continua a spiegare Parmeggiani - perché la letteratura e la scrittura sono ottimi strumenti per la comprensione delle cose, ma la comprensione da sola non basta: bisogna anche agire. È l’azione che conta.
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SOCIETÀ
LUSSURIA IN WEBCAM
Storia di una donna che da due anni si esibisce in Rete per soddisfare le richieste di chi la vede. «Prima facevo la cubista e non arrivava un lavoro vero; ora sto in cam anche 8 ore al giorno».
C'è chi i peccati li commette e c’è chi ci lavora. Si usa dire che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo, ma la lussuria col tempo si evolve e non resta mai indietro. Il piacere sessuale non passa più soltanto attraverso il contatto tra i corpi, a colmare le distanze ha pensato la tecnologia e più di qualcuno ha trovato in fretta il modo di ricavarne qualcosa. Il fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti: basta digitare su un motore di ricerca le parole «ragazze in webcam» per avere 371mila risultati; se al posto di «ragazze» si scrive «donne» i collegamenti offerti sono oltre un milione e i numeri raddoppiano usando i corrispondenti termini in inglese. Tra queste donne c’è anche Gessica Lion: 32 anni, lombarda, ha scelto quel nome di fantasia (che mescola il suo segno zodiacale alla sua indole graffiante) per offrire la sua immagine in webcam, cosa che fa da circa due anni. «Prima avevo iniziato a ballare sui cubi nei locali. – ricorda – Avevo 19, 20 anni e parlai con un’amica che lavorava in un’agenzia di ragazze immagine: posso dire di aver fatto la cubista essenzialmente per soldi, anche se non nascondo che in fondo mi piaceva. Di quel periodo ricordo soprattutto la gente che si divertiva».
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SOCIETÀ
COMPORTAMENTI SOCIALI E TABU'
Che cosa porta una società a creare delle limitazioni così forti ai suoi membri? Ne parliamo con il professor Francesco Paolo Colucci, ordinario di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca
Tabù. In ogni società esistono cose che si possono fare a altre che non si possono fare. Ogni società in ogni tempo e ogni parte del mondo è dotata, infatti, di proprie "leggi" che distinguono ciò che è ritenuto corretto da ciò che al contrario non lo è. Esistono vari tipi di divieti: quelli dettati dalla legge, quelli dettati dalla cultura o dalla morale comune e quelli imposti dalla religione. Un caso particolare di divieto, collocabile in quest’ultimo campo è quello dei tabù. I tabù, infatti, indicano delle proibizioni che coinvolgono un insieme di comportamenti o di usanze definiti come sacri e proibiti. A dimostrazione della particolare importanza che viene data ai tabù, basta pensare che per scoraggiare una certa azione che viene considerata tale, essa non solo viene proibita tramite leggi e proibizioni, ma anche attraverso il biasimo e la riprovazione di cui viene fatto oggetto chi infrange il divieto. Bisogna pensare che soprattutto in certe società antiche o molto chiuse, bastava anche solo l’essere additato come diverso, come qualcuno che va contro la morale comune per scoraggiare la gente ad infrangere regole prestabilite.
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