L'Eretico. Idee Arte e Pensiero

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L'Eretico - idee arte pensiero

EDICOLA

TENTAZIONI E PECCATI

Guida pratica ai peccati, cosa sono, come si commettono. Il concetto di peccato tra antropologia, sociologia e teologia

 

altIl concetto di peccato appartiene indubbiamente alla sfera religiosa. Ma non a questa dimensione della vita sociale e individuale siamo interessati, almeno non esclusivamente. Peccato e tentazione, un binomio indissolubile. Quello che vediamo, sentiamo, pensiamo condiziona il nostro comportamento. L'azione compiuta ricade tra i peccati o tra le virtù. Ma chi sanziona il peccato come tale, chi ha l'autorità di esprimere un giudizio sull'azione dell'uomo? I religiosi risponderebbero Dio (ognuno il proprio), altri sosterrebbero che la natura impone comportamenti corretti e altri li indica come sbagliati, altri ancora l'interesse, o semplicemente una serie di eventi e giudizi precari determinati dal contesto dove il "peccato" avviene. Tratteremo il peccato (con particolare attenzione all'elenco entrato nella tadizione dei “peccati capitali”) da più punti di vista. Il peccato come azione biasimevole influenzata dal giudizio di un comportamento sociale dannoso o da un atavico tabù, magari nato per convenienze “naturali” (e qui ci verranno incontro la sociologia e l'antropologia). Qui, come è facile comprendere, il peccato viene completamente umanizzato e scisso da ogni riferimento al divino. Non sarà trascurato l'ambito teologico proprio del Cristianesimo Cattolico. Tra le più alte vette di speculazione religiosa, il pensiero teologico occidentale ha tentato durante il medioevo l'impossibile sintesi tra speculazione razionale e fede religiosa.
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ARTE

TEMPO E ARTE

Passan vostre grandezze e vostre pompe, passan le signorie, passano i regni: ogni cosa mortal Tempo interrompe. (Petrarca, Trionfi, v. 111-114)

 

altSecondo la mitologia greca e romana, la sorte di ogni uomo era stabilita da tre Parche (o Moire), divinità figlie di Zeus e Temi (la Giustizia): la prima, Cloto, filava il filo della vita; la seconda, Làchesi, lo svolgeva (stabilendo in questo modo il destino di ciascuno e la durata della sua vita); la terza, Atropo, aveva il compito di troncarlo, ponendo fine alla sua esistenza. Le loro decisioni erano irrevocabili, poiché nemmeno gli dei potevano opporvisi. Talvolta venivano anche chiamate Fate, poiché le loro decisioni coincidevano con quelle del destino, il Fato, e venivano raffigurate come tre vecchie, oppure tre giovani, in atto di filare. Il gesto del filare associato al trascorrere del tempo ha dunque origine nella mitologia e nella letteratura, e da questo campo è stato felicemente trasposto a quello della pittura; oltre all’immagine delle Parche, canonica è anche quella di Penelope, fedele moglie di Ulisse, che nel corso della prolungata assenza del marito teneva a bada i pretendenti con la promessa che avrebbe scelto uno di loro solo dopo aver terminato di tessere un telo per il suocero, Laerte. Scaltramente, ogni giorno portava avanti il suo lavoro, ed ogni notte lo disfaceva, per poter prolungare indefinitamente il tempo di attesa, nella speranza che Odisseo tornasse presto a Itaca.
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SOCIETÀ

TEMPUS FUGIT

Elogio all’ozio: un’enorme fatica a passare dai tempi stretti ed affannosi del lavoro a quelli più comodi del dopo-lavoro, si è reperibili ventiquattr’ore su ventiquattro, con doppio impiego, se no non si sbarca il lunario, votati al sacrificio in nome del PIL


Il te altmpo fugge, scappa lontano da noi, che siamo incapaci di fermarlo o viverlo appieno. Gli ultimi decenni del secolo scorso e i primi dieci anni di quello attuale avrebbero dovuto affrancare l’umanità dalla schiavitù del lavoro, l’imponente sviluppo tecnologico e l’automazione avrebbero dovuto fornire più tempo alla giornata dei lavoratori per coltivare i propri interessi e i propri affetti. L’idea illuminista del progresso che rende liberi si è, però, rivelata una bufala e se il tempo-lavoro ante crisi è stato votato alla produttività senza limiti e senza orari, il tempo della crisi economica odierna ha prosciolto i lavoratori mettendoli in cassa-integrazione, mescolando il riposo all’angoscia. Chi è ancora impiegato sembra faccia, comunque, un’enorme fatica a passare dai tempi stretti ed affannosi del lavoro a quelli più comodi del dopo-lavoro; si è reperibili ventiquattr’ore su ventiquattro, con doppio impiego, se no non si sbarca il lunario, votati al sacrificio in nome del PIL.
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LIBRI

PERFORMERS

Figure del mutamento nell'estetica diffusa

 

altLa pratica artistica può rappresentare uno stacco sostanziale al normale flusso del tempo del vivere delle persone. Il concetto di arte e di creatività si è parecchio trasformato rispetto alle epoche precedenti. Una notevole disamina su tale sistema non può prescindere da tale situazione. Questo viene giustamente presupposto nel saggio di Luisa Valeriani, Performers Figure del mutamento nell’estetica diffusa ( Meltemi Editore, pp. 215 ). Il testo vuole trasmettere un superamento dei vetusti concetti di arte come apparato culturale da assumersi nei consueti luoghi espositivi come i musei. L’estetica di più grande impatto verso il pubblico passa infatti oggi attraverso la grande comunicazione planetaria, la moda o la pubblicità. Spesso la gente guarda all’arte in una modalità non più corrispondente alla contemporaneità. In una società fortemente individualizzata e dove le ideologie si frammentano in molteplici rivoli di non senso, anche nella ricerca creativa sono alcune singole persone, i performers, che sedimentano le indagini più pregnanti. Questi autori,tra i quali certamente Marcel Duchamp possiede una sorta di primogenitura, hanno la capacità di catalizzare l’attenzione di tante persone e si muovono tra i differenti ma limitrofi campi dell’estro nell’attualità.
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ARTE&SOCIETÀ

ARTE: DAL DAVID AL FRULLATORE

Fenomenologia dell’ arte e dei suoi luoghi

 

La alt maggior parte delle teorie illuminanti del mio prof di Estetica all’ Università di Bologna si basavano sul postulato che: l’artisticità di un’opera non ha niente a che vedere con la sua natura. Nulla nasce con l’ etichetta “arte”. L’artisticità di un oggetto, dunque, non è un diritto di nascita, ma si può acquisire per cultura. In pratica l’arte non è connessa all’essenza di un oggetto (sia esso quadro, scultura o chissà che altro) ma al modo in cui si decide di utilizzarlo. Se questo postulato non fosse vero mi chiedo cosa ci farebbero un orinatoio (Duchamp) e una sella di bici con manubrio (“Il toro di Picasso) in un museo… magari nello stesso museo dove solo un secolo prima (solo si fa per dire) campeggiava fiero al muro, un lussuoso dipinto della famiglia reale al completo, compreso il cane da caccia su tappeto broccato.
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RIFLESSIONI

PASSIONI AMOROSE E FRULLATI DI CAROTE

 

 

altLa superficie della buccia del mandarino entra in contatto con la parte terminale del mio dito indice, sul polpastrello, a circa otto o nove millimetri dall'unghia. E i recettori periferici specializzati della mia sensibilità tattile trasmettono immediatamente lo stimolo meccanico sotto forma di scarica bio-elettrica lungo un tragitto tortuoso che parte dalla punta del mio dito, corre lungo l'avambraccio, poi gira all'altezza della spalla e arriva al midollo spinale, poi su ancora attraverso quelli che un manuale di anatomia/ fisiologia definisce sistema lemniscale e lungo il sistema dei cordoni anterolaterali. Poi arriva a destinazione. L'encefalo riceve ed eccomi cosciente: ho toccato un mandarino. Il centro decisionale (che non so dove risieda e se esista) processa una serie di opzioni e “decide”: questo mandarino s'ha da mangiare! Ed ecco replicata in miriadi di varianti l'esperienza tattile. Nello sbucciare il frutto mediterraneo ora giunge, sotto forma di particelle roteanti sospese intorno a me, un piacevolissimo profumo di mandarino. La sensibilità olfattiva fa il suo dovere ed io mi godo il profumo che ha invaso la stanza.
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SCIENZA

IL TEMPO DELL'UNIVERSO

L'esplosione (o meglio l'evento) che ha dato origine al Cosmo ha introdotto il tempo. Qual è il destino ultimo del nostro Universo? È destinato a finire? E come avverrà? Ne parliamo con il Dott. Alberto Cappi, astrofisico. Cercheremo di capire anche il legame tra tempo e “oggetti-eventi” al confine con la fantascienza: i buchi neri e i viaggi nel tempo

 

 

altTempo e mondo. Tutti noi sperimentiamo quotidianamente la sensazione del tempo che scorre. Quando siamo a una riunione o siamo fermi in colonna in autostrada ci sembra che il tempo sia interminabile, tanto che guardiamo continuamente l’orologio nella speranza che il tempo così fluisca più velocemente. Altre volte, quando passiamo una serata divertente con gli amici o guardiamo un bel film ci sembra che il tempo voli e non ci accorgiamo del suo scorrere. Allo stesso modo siamo consapevoli dell’andamento lineare del tempo: un’ipotetica freccia che dal passato va in direzione del futuro. Gli eventi che si sono svolti nel nostro passato sono destinati a rimanervi e a non tornare mai più, allontanandosi così sempre più dal nostro presente.
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SOCIETÀ

LO STATO O E' SOCIALE, O NON E'

«Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia…» (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art.25). «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…» (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 2).

 

altCiascuno dovrebbe contribuire al mantenimento dello Stato in misura della propria capacità e questi dovrebbe “ridistribuire” queste risorse, sotto forma di servizi, ai cittadini secondo i loro bisogni. In Italia cresce la probabilità che sempre più persone perdano la copertura dei servizi essenziali (salute, istruzione, giustizia, casa, lavoro, pensione) e si ritrovino nell’indigenza e nell’abbandono. Il diritto all’assistenza sanitaria, innanzitutto, dovrebbe essere fruibile indipendentemente dal livello di reddito e dalla cittadinanza. Subito dopo è l’istruzione a dover essere considerata un bene primario; è sotto gli occhi di tutti la ”evoluzione” che tende a differenziarla per ceto sociale ed etnia di appartenenza. Anche la certezza di veder riconosciuto il proprio diritto, quando si è subito un torto, dovrebbe essere riconosciuto a tutti, rapidamente e senza oneri.
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ARTE

CESARE ZAVATTINI

Fu anche collezionista e pittore

 

altNel lontano 1902 nasceva, in quel di Luzzara (Reggio Emilia), Cesare Zavattini, destinato a portare nel mondo il nome del suo paese. Scrittore, soggettista, pittore, è sicuramente una tra le più importanti figure della cultura italiana del XX secolo. Lo troviamo, già nel 1929, codirettore della Gazzetta di Parma, da lì si trasferisce a Milano dove incontra gli intellettuali dell’epoca. Scrive il suo primo libro dal titolo “Parliamo tanto di me” che metterà in evidenza le sue capacità letterarie. Diviene amico del regista Mario Camerini, per il quale scrive il soggetto del suo primo film (Darò un milione) e che darà l’inizio alla sua brillante carriera di sceneggiature che lo porterà a collaborare con i più grandi registi e cineasti del ‘900 italiano, uno fra tanti Vittorio De Sica (Sciuscià, Ladri di Biciclette).
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