L'Eretico. Idee Arte e Pensiero

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L'Eretico - idee arte pensiero
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«Si può guardare il pezzo di un puzzle per tre giorni di seguito credendo di sapere tutto della sua configurazione e del suo colore, senza aver fatto il minimo passo avanti: conta solo la possibilità di collegare quel pezzo ad altri pezzi.»

Georges Perec, La vita istruzioni per l'uso


 

Dibattito&Attualità

ISTANTANEA DELL'ITALIA

(con didascalia)

Per un approccio intellegibile al tema di cui si tratta bisogna immaginare di trovarsi di fronte a una gigantesca fotografia dell'Italia di oggi, ampia, a tutta parete, come i quadri rinascimentali che si sono ammirati al Prado di Madrid o al British Museum di Londra, quei Tiziano o quei Mantegna che campeggiamo imponenti nelle austere sale delle esposizioni permanenti. Un'immagine composita, un elenco visivo del tipo evocato da Umberto Eco, che annovera soggetti e oggetti disparati, spesso ammucchiati disordinatamente senza alcuna logica o finalità estetica; un'opera che neppure la monumentale cornice che solitamente la sostiene può racchiudere, perché l'intento della prolissità del suo autore è quello di darle un senso di infinitezza e suggerire molti rimandi. Come a dire: qui c'è tanto, ma fuori di qui c'è un'infinità che prosegue. Ebbene, si può trovare un effetto di disordinata abbondanza e di indicibilità della varietà suggerita anche nella fotografia dell'Italia di oggi. Immaginiamola.

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Letteratura

TUTTI SCRIVONO TUTTO

Si chiama Scrittura Industriale Collettiva (SIC), ed è un metodo per "far diventare la scrittura dei piccoli gruppi una prassi letteraria"

Se ritenevata l'atto della scrittura come la più alta espressione dell'individualismo, o peggio del narcisismo, vi sbagliavate. Scrivere può essere anche un atto collettivo. Cerchiamo di capirci qualcosa sbirciando tra quanto gli scrittori collettivi dicono di loro. Il metodo della Scrittura Industriale Collettiva è stato ideato da Gregorio Magini e Vanni Santoni nel 2007, e l'auspicio è che il metodo consenta di scrivere buona letteratura a più mani. Impresa decisamente ardua, visto che già qualsiasi piccolo gruppo ha dinamiche conflittuali. Ma procediamo. Altra dichiarazione di intenti è il nobile auspicio di "dare vita a una rete di lettori e scrittori attenti all'innovazione e sensibili al tema della condivisione del sapere." Si capisce come un'esperienza di questo tipo sia costitutivamente democratica: lo spazio SIC è aperto a tutti, e tutti possono discutere del metodo stesso. Inutile parafrasare le indicazioni di metodo, le riportiamo direttamente nelle sue linee generali: 1- Tutti gli scrittori scrivono tutte le parti del racconto/romanzo; 2 - Gli scrittori sono guidati da uno o più "Direttori Artistici", che si occupano di selezionare e uniformare il materiale scritto. 3- La scrittura avviene attraverso la compilazione di "Schede", ognuna delle quali tratta un aspetto della produzione (un personaggio, un luogo, una scena, ecc).

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Società

TANTISSIMI STANNO MALE MA GLI STRONZI GODONO OTTIMA SALUTE

Stefano Bonaga: "Gli stronzi sono uno dei misteri irrisolti della condizione umana. Possediamo le categorie culturali per definirli e dunque difenderci? ... Ci scappano da tutte le parti, ma ci inseguono nella vita. Lasciati dietro, ci compaiono davanti. Devono avere qualcosa a che fare con l'Eterno Ritorno."

Alcuni ammettono apertamente la loro stronzaggine sperando che la sincerità del loro outing porti almeno un po' di comprensione. Ma da quando la sincerità conferisce onore alla merda? Anche se hanno poco in comune tra loro, tira sempre un'aria di famiglia fra gli stronzi. Hanno tutti la caratteristica di non esserlo a metà, o lo sono completi o niente. Gianfranco Funari: "... se uno è stronzo, non gli puoi dire che è stupidino, je devi dì che è stronzo". Ma, poiché questo termine è inelegante (per via di certe similarità), d'ora in avanti, ogni qual volta è richiesto l'impiego del vocabolo "stronzo", verrà utilizzata la parola "volgare", anche se il suo significato è differente. È volgare l'ignorante che si fa irretire da chi gli promette la salvaguardia del suo "orticello". Pensate quanto sia frustrante impegnarsi a leggere, ascoltare, informarsi, dibattere e fare gravose valutazioni prima di andare a votare, e poi, immediatamente dopo, arriva un volgare incolto che neutralizza il voto appena espresso. È da volgari ritenere che la cultura del lavoro è solo figlia della necessità di stabilità politica delle democrazie sociali e che il mercato del lavoro internazionale renderebbe insostenibile tale diritto.

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Cultura

LIBRI E UNIVERSO

Eclettismo e geometrie da biblioteca

Sarà forse superfluo ricordarlo, ma viviamo un presente pieno di contraddizioni. Anche sul piano del sapere e del processo di acquisizione di ogni conoscenza si possono notare due tendenze antitetiche: da un lato la specializzazione minutissima e quasi esoterica di scienze e conoscenze sempre più stratificate e complesse, dall'altro la banalizzazione di massa che diviene ripetizione sempre identica di dati che ormai hanno quasi perso qualsiasi contenuto. In mezzo a questi estremi si colloca l'eclettico che vive in continua tensione verso l'uno e verso l'altro dei due poli, talvolta avvalendosi di formule sintetiche e semplificate, altre volte sezionando ogni sua curiosità fino all'inverosimile. L'eclettico è figura che ha avuto qualche merito nel passato e ha goduto per qualche tempo di buona rinomanza, anche se oggi è visto con indulgenza e talvolta persino con compassione. Era il sapiente antico e soprattutto rinascimentale: egli si interessava a tutto, cercava di apprendere ogni fatto o oggetto dalla natura e tentava di inserirlo in quadri teorici flessibili. Ma è questo il percorso di qualsiasi filosofo, si obietterà, o addirittura di qualsiasi uomo o donna. E questo è senz'altro vero. L'eclettico, tuttavia, si fa guidare essenzialmente dalla propria curiosità, una curiosità talmente ampia e sminuzzata che sovente corre il rischio di perdersi e rigirarsi su se stessa. Ma l'eclettico sa che non è l'arrivare a dati ultimi quello che importa, quanto il riempire caselle infinite di un quadro interpretativo che con il piacere della ricerca fine a se stessa si va costruendo.

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Attualità

IL PIAGNISTEO INFINITO DEGLI ITALIANI

Ci lamentiamo sempre e comunuque: è un "lupo al lupo" continuo e oggi, anche se ce ne sarebbe motivo, questo vizio diviene ancora più insopportabile

Che la situazione sia in molti casi problematica non serve un piccolo articolo su questo sito per dirlo: bastano milioni di ore televisive, di articoli pubblicati su internet e su testate cartacee negli ultimi cinque anni. La crisi morde ovunque, ma provate a vedere negli altri paesi se il piagnisteo nazionale ha raggiunto toni insopportabili come in Italia. I mille luoghi della socialità nostrana sono diventati la cassa di risonanza per questo sport veramente nazionale. E se è del tutto legittimo lamentarsi nei molti casi in cui la reale condizione di individui e famiglie è peggiorata, è irresponsabile e molesto continuare nella farsa drammatica da parte di coloro che continuano ad avere un lavoro più o meno sicuro e che continuano a fare vite agiate come nella maggior parte del pianeta se la sognano. Ecco un esempio-testimonianza diretto. La signorina F., trentenne. Ha un lavoro non a tempo indeterminato, ma ha sempre lavorato da quando ha smesso di studiare. Vive con i suoi genitori, lascia poco o niente in casa, e usa il suo guadagno per la vita "giovanile", senza troppe preoccupazioni.

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Riflessioni

PETRARCHISMO ARCADICO E NEUROBIOLOGIA DELLE EMOZIONI

Giochi apparentemente inutili di ingentilimento intimo e sociale


La scure riduzionistica delle neuroscienze si è cinicamente abbattuta anche su uno degli ambiti più complessi del comportamento umano: le emozioni. Varie teorie tentano ormai da decenni di ricondurre l'origine e l'espressione del dato emotivo a quello neuronale; ad oggi, tuttavia, l'unico risultato più o meno certo pare essere proprio l'esistenza di specializzazioni neurali dedicate all'emotività. Tra le diverse teorizzazioni che si possono velocemente ricordare, vi è la teoria del feedback di James-Lange, secondo la quale l'emozione è una sorta di retroazione in cui l'esperienza emozionale deriva da variazioni corporee che interagiscono con il cervello(1). A confutazione di questa visione, si contrappone la teoria di Cannon-Bard, secondo la quale le risposte del sistema nervoso autonomo sarebbero troppo indifferenziate per produrre la varietà di stati emotivi che caratterizzano l'uomo e il feedback neuro ormonale è oggettivamente troppo "lento" per spiegare l'emergere immediato delle emozioni. Cannon e Bard sostengono che lo stimolo emotigeno venga inviato contemporaneamente alla neocorteccia e all'ipotalamo (quest'ultimo responsabile della risposta corporea).

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Attualità

L'INSOSTENIBILITÀ DEI DIRITTI UMANI

Il concetto dei diritti naturali degli esseri umani è molto antico, il Codice di Hammurabi (1780 a.C.) già citava norme a protezione delle classi più deboli: donne, bambini, schiavi, ecc. Tuttavia, ancora oggi, i diritti umani non sono fruibili da tutti e ... non lo saranno mai

I diritti possono essere "primari" come quelli alla vita e alla libertà individuale o "secondari" ovvero acquisiti successivamente come il diritto alla propria privacy, di accesso ai servizi, ecc. Un diritto è una prerogativa, un privilegio, di cui taluni possono beneficiare mentre per altri rimane solo una pretesa. Il motivo principale è che nessun diritto è gratuito ma, ciascuno di essi presenta costi economici e sociali. Ovviamente, se una cosa ha un costo, vuol dire che la sua disponibilità è limitata ovvero: i diritti umani non sono un diritto di tutti! I costi di un bene limitano l'accesso allo stesso, mentre c'è chi può permettersene più di altri e ci si avvinghia strenuamente. Per il modello di sviluppo occidentale, quello ritenuto più evoluto al mondo e di cui siamo parte integrata, ogni cosa e ogni persona viene valutata in funzione della creazione di valore che apporta. Così l'uomo diviene un accessorio della megamacchina, un ingranaggio della burocrazia e, alla fine di una vita lavorativa, è considerato alla stregua di residuo di un processo produttivo.

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Eresia nella sua etimologia greca significa “scelta”. Nel linguaggio ufficiale della Chiesa Cattolica si definiva eretico colui che opponeva una sua dottrina - una scelta consapevole dunque - alla verità dogmatica rivelata e interpretata dalla Chiesa. Il rifiuto del dogma, questa la metafora su cui si regge la denominazione di “Eretico”. Essere eretici non significa, tuttavia, opporsi necessariamente all’opinione di tutti e su tutto, ma auspicarsi un punto di vista critico e consapevole e un confronto continuo tra opposti.


COSA FACCIAMO? L'approccio a-dogmatico e multidisciplinare con cui guardiamo alla realtà mira a creare una sorta di laboratorio permanente di idee, attraverso un confronto con la società civile e l'associazionismo culturale. Se vi interessate di attualità, filosofia, letteratura, arte, scienza e volete partecipare ai contenuti del sito, se avete progetti culturali da proporre o semplicemente contribuire al dibattito scriveteci: info@ereticoideeartepensiero.com