SOCIETÀ
LUSSURIA IN WEBCAM
Storia di una donna che da due anni si esibisce in Rete per soddisfare le richieste di chi la vede. «Prima facevo la cubista e non arrivava un lavoro vero; ora sto in cam anche 8 ore al giorno».
C'è chi i peccati li commette e c’è chi ci lavora. Si usa dire che la prostituzione è il mestiere più antico del mondo, ma la lussuria col tempo si evolve e non resta mai indietro. Il piacere sessuale non passa più soltanto attraverso il contatto tra i corpi, a colmare le distanze ha pensato la tecnologia e più di qualcuno ha trovato in fretta il modo di ricavarne qualcosa. Il fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti: basta digitare su un motore di ricerca le parole «ragazze in webcam» per avere 371mila risultati; se al posto di «ragazze» si scrive «donne» i collegamenti offerti sono oltre un milione e i numeri raddoppiano usando i corrispondenti termini in inglese. Tra queste donne c’è anche Gessica Lion: 32 anni, lombarda, ha scelto quel nome di fantasia (che mescola il suo segno zodiacale alla sua indole graffiante) per offrire la sua immagine in webcam, cosa che fa da circa due anni. «Prima avevo iniziato a ballare sui cubi nei locali. – ricorda – Avevo 19, 20 anni e parlai con un’amica che lavorava in un’agenzia di ragazze immagine: posso dire di aver fatto la cubista essenzialmente per soldi, anche se non nascondo che in fondo mi piaceva. Di quel periodo ricordo soprattutto la gente che si divertiva».
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SOCIETÀ
COMPORTAMENTI SOCIALI E TABU'
Che cosa porta una società a creare delle limitazioni così forti ai suoi membri? Ne parliamo con il professor Francesco Paolo Colucci, ordinario di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca
Tabù. In ogni società esistono cose che si possono fare a altre che non si possono fare. Ogni società in ogni tempo e ogni parte del mondo è dotata, infatti, di proprie "leggi" che distinguono ciò che è ritenuto corretto da ciò che al contrario non lo è. Esistono vari tipi di divieti: quelli dettati dalla legge, quelli dettati dalla cultura o dalla morale comune e quelli imposti dalla religione. Un caso particolare di divieto, collocabile in quest’ultimo campo è quello dei tabù. I tabù, infatti, indicano delle proibizioni che coinvolgono un insieme di comportamenti o di usanze definiti come sacri e proibiti. A dimostrazione della particolare importanza che viene data ai tabù, basta pensare che per scoraggiare una certa azione che viene considerata tale, essa non solo viene proibita tramite leggi e proibizioni, ma anche attraverso il biasimo e la riprovazione di cui viene fatto oggetto chi infrange il divieto. Bisogna pensare che soprattutto in certe società antiche o molto chiuse, bastava anche solo l’essere additato come diverso, come qualcuno che va contro la morale comune per scoraggiare la gente ad infrangere regole prestabilite.
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LETTERATURA&FILOSOFIA
SU QUEL FIUME 180.000 ANNI FA
Doveva esserci
 una gran pulizia prima che comparisse quel sudicio homo sapiens. Unica spazzatura presente che non richiedeva raccolta differenziata e costosi processi industriali finalizzati allo smaltimento o al riciclaggio, erano carcasse di animali, escrementi degli stessi, vegetazione che marciva e imputridiva in qualche acquitrino o in un bosco deserto, o tuttalpiù qualche resto di meteorite che cadeva giù e si sbriciolava. Quando si passeggia per le contemporanee strade affollate o quando d'estate si getta lo sguardo sulle spiagge ricoperte di spazzatura, si possono avere di questi pensieri. Pare sia stato proprio l'homo sapiens ad inventare la spazzatura e il disordine. A dire la verità disordine c'era prima di lui, c'è ora, e ci sarà dopo. Ma è stata questa problematica specie ad elaborare quelle generalizzazioni-categorie che chiamiamo concetti. L'homo sapiens ha introdotto il disordine teorizzando un ordine concettuale che non c'è mai stato.
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SOCIOLOGIA
QUELLO CHE PUOI FARE? TE LO DICIAMO NOI
Il peccato come strumento di regolamentazione del comportamento
Stare
al mondo. Affetti e passioni, desideri e volontà di controllo sono fenomeni sociali e individuali complessi da gestire e creano inevitabilmente complicazioni. Per ovviare a questo disordine umano, si è pensato di regolamentare il comportamento dell'individuo nella società e dell'individuo con se stesso. Legge civile, penale, morale, mito e religione sono accomunati dall'esigenza di frenare, o quanto meno accompagnare, l'impulsività e l'imprevedibilità del comportamento umano. L'etica è il “modo dello stare al mondo”, sosteneva Heidegger. Scegliamo o ci viene imposta (dall'educazione o dall'ambiente) un'etica che ci fornisce un mondo pronto, comprensibile, dove sappiamo quello che è giusto e quello che è sbagliato. Ancora prima delle prescrizioni e delle regole di comportamento, è la visione del mondo che sta alla base di qualsiasi etica particolare ad ordinare e a catalogare azioni in vizi e virtù. Una condotta, quindi, è morale se si adegua a questa visione, immorale se non lo fa.
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SOCIETÀ
IL PINGUINO CON PAPILLON E BRETELLE
Ad una certa età, la consapevolezza del proprio stato è perennemente differita. La terza età è una esperienza densa di contraddizioni, la sua stessa esistenza è dubbia, nel senso che dipende molto dallo spirito della persona.
Invecchiare bene e poi,
 come dice Umberto Veronesi, morire sono i doveri di ciascuno. Invecchiare bene non vuol dire solo avere una salute accettabile ma, soprattutto, intrattenere un rapporto stimolante con gli altri, “fa che la morte ti colga vivo”. Non c’è alcun rituale o festeggiamento che ci introduca a questo periodo della vita. Il processo di invecchiamento è altamente individuale e condizionato sia da fattori genetici che da abitudini alimentari (tra cui: alcol, fumo e droghe), fattori ambientali (biologici, climatici ed inquinanti) e situazioni sociali più o meno favorevoli. Allora l'età cronologica rappresenta solo un'utile cornice di riferimento, diciamo quindi che 60/65 anni è la soglia della terza età e 80/85 quella della senescenza in cui, in aggiunta a qualche importante disfunzione organica, il 50% delle persone è affetta da demenza più o meno conclamata. Tuttavia non va dimenticato che i “vecchi” di una età ben inferiore a quella indicata sono più numerosi di quanto si possa pensare.
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ARTE
PRIMO CONTI
L'ultimo dei futuristi
 Nel 1960 incontrai per la prima volta il pittore Primo Conti, definito dalla critica dell’epoca “l’ultimo dei futuristi”. Mi accolse nella sua villa di Fiesole (Firenze), oggi sede della Fondazione Primo Conti che ha visto realizzato il desiderio del Maestro stesso, cioè quello di raccogliere “il ricordo e la testimonianza dei più importanti movimenti innovatori del Novecento. Rimasi molto colpito dalla sua figura. Primo Conti nasce a Firenze il 16 ottobre 1900 e, fin dall’infanzia, manifesta una sorprendente attitudine alla pittura. A diciassette anni, dopo aver incontrato Balla e Marinetti, Primo forma assieme ad altri, tra i quali il pittore Rosai, il Gruppo Futurista Fiorentino. Ha occasione di incontrare i maggiori esponenti delle avanguardie storiche, tra cui Picasso, che lo definirà enfant prodige. La sua pittura evolve poi verso una visione metafisica.
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SOCIETÀ
IL PANE E LE ROSE
"Il comunismo è pane e rose, il necessario e il superfluo, una società dove si mangia meglio e di più (non solo pane), dove si lavora meglio e di meno, ma anche una società dove si è più felici, realizzati, liberi" (Karl Marx)
 Ancora una volta dovremmo umanamente simpatizzare con il povero Karl. A giudicare dalle prime notizie di questo 2010 carico di aspettative e disperazione, tutto quello che il filosofo-economista sperava, ma anche quello di cui era certo, sembra così lontano e irraggiungibile. Per fortuna, si dirà, non stiamo vivendo in un’era comunista, in quell’illusoria società perfetta vagheggiata da Marx. La nostra realtà è ben diversa: il necessario non è garantito ed il superfluo è spreco o fumo negli occhi. Il 2010 è iniziato con la rivolta dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, pagati 20 euro per 14-16 ore di raccolta di frutta e ortaggi made in Italy. Sfruttati, umiliati, costretti a vivere peggio delle bestie, infine deportati: poco pane e uniche rose quelle dei pallini sparati loro contro dai fucili che i bianchi del luogo si portano dietro: déjà vu nelle pianure negli stati del sud degli USA, nel Sudafrica dell’apartheid a Soweto o in Ruanda.
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CONSIGLI DI LETTURA
METAFISICA DESCRITTIVA
Corpo, suoni, persone...
Il volume
era uscito per le edizione Mimesis nel 2008, ma sembra utile segnalarlo ugualmente. Strawson fu filosofo docente di metafisica a Oxford. Rispetto alla filosofia in voga del suo tempo, Strawson richiamava l'attenzione e metteva in guardia da un'eccessiva esemplificazione della realtà ad opera della logica e dell'ontologia formale. Non sono schemi e linguaggi a farci vedere il mondo in un certo modo, ma è la struttura del mondo stessa a mostrarceli così. Gli Individui analizzati da Strawson sono oggetti, persone, soggetti logici. E attraverso una metafisica descrittiva, l'autore tratta anche di temi cari alla filosofia corrente di allora: identità, esistenza, quantificazione.
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