EDICOLA
L'ERETICO IN EDICOLA A SETTEMBRE: RIFLESSIONI E PROVOCAZIONI
Dall'8 settembre il nuovo numero. Tema del mese: “L'Ebbrezza di Dioniso. La perdità del sé tra passioni e alterazioni” Tra i vari interventi: Jessica Gayle, pornostar, si racconta a L'Eretico. Bruno Mellano, presidente nazionale dei Radicali ci parla del tema libertà e legalizzazione delle droghe leggere.
 La componente irrazionale nel contatto con la realtà: passioni, odio e amore, erotismo, ma anche vino e alterazioni provocate dalle sostanze stupefacenti. Senza giudizi morali, anzi ribaltandoli e mettendoli in discussione, cerchiamo un nuovo modo di conciliare razionale e irrazionale. Dioniso, divinità dell’energia naturale, della fertilità, del vino. Divinità complessa della mitologia greco-romana (Bacco presso i romani), all’interno della figura di Dioniso rientra un vasto universo simbolico che tocca la cultura, gli istinti, la società. L’Occidente da sempre ha contrapposto, forse troppo radicalmente, la componente razionale della natura umana a quella più irrazionale. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche individuava il segreto della vitalità culturale dell’Antica Grecia nello “spirito di Dioniso”, una genuina forza istintiva, di ebbrezza creativa, passione e sensualità che avrebbe caratterizzato una vita umana in piena armonia con la propria natura. Il tentativo di irregimentare nella razionalità la vita e cercare un equilibrio limpido (e artificiale) nel fare e nel pensare umano avrebbero corrotto questa originaria armonia, in particolare da Socrate in poi . In un senso affine celebriamo, col numero di settembre, l’ebbrezza della passione, del vivere la pienezza dell’esperienza soggettiva, cercando una sintesi con il bisogno di equilibrio.
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MUSICA
BLOG ED EMMEPITRE
di Carlo Maramotti
Non ho mai
 nascosto su queste pagine la mia personale avversione per l’mp3, non tanto per il “mezzo” in sé che seppur con limitazioni qualitative ha rivoluzionato la musica, ma per la cultura del gratuito a tutti i costi che ha sviluppato. La sensazione, lo stordimento di poter possedere qualsiasi novità discografica ha provocato l’abuso di strumenti altrettanto rivoluzionari (e collettivisti?) come Napster, Kazaa, eMule e Torrent riducendo la musica a file con cui riempire gli Ipod. Per fortuna però ci sono eccezioni (come spesso accade), in cui gli mp3 vengono utilizzati con senso divulgativo. Parlo di quei blog in cui vengono postati insieme agli usuali commenti, che pur costituendo un incentivo al downloading, costringono chi ci capita a fermarsi un attimo a leggere. E spesso si tratta di testi dal tono personale, informativi e ben scritti contenenti aneddoti, racconti e notizie sui gruppi autori delle canzoni disponibili. Sono blog di nicchia, che probabilmente riescono a sfuggire alle ire delle case discografiche perché presentano per la maggior parte musica da collezionista, fuori mercato e reperibile solo a carissimo prezzo acquistando i vecchi LP. Ottima musica però, e in grande quantità, perché spesso vi si trovano in download album interi, ovviamente gratuiti, praticamente introvabili e salvati dal dimenticatoio, come dicevo, grazie alla digitalizzazione. Anche sotto questo aspetto alcuni raggiungono livelli maniacali dandoci conto dei Kilobyte/secondo utilizzati per il “ripping” delle tracce analogiche, che per quanto possano essere elevati non influenzeranno il risultato finale se la qualità del vinile originale è povera. Non è raro infatti imbattersi in file dove gli scricchiolii sono udibili distintamente.
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CULTURA
LA SCUOLA DEL VIAGGIO
Progetto che nasce nel 2005 dalla collaborazione tra le università di Pavia, Pisa e della Svizzera italiana. Abbiamo ascoltato a questo proposito Claudio Visentin, docente di “cultural history of tourism” e “heritage interpretation” presso l’università della Svizzera italiana di Lugano
di Chiara Alberini
 Le vacanze sono terminate, almeno per alcuni, ma si deve assolutamente fare attenzione ad un pericolo. I l periodo è circa la fine di settembre. Si viene invitati a cena dagli amici e non appena la conversazione langue vi viene proposto di guardare le foto delle ferie. Si, una volta erano le diapositive, ora con il digitale è tutto più veloce ma non propriamente indolore. A quanti di voi è capitato? Quanti di voi sono stati incastrati? «Qui siamo io e Mario in un ristorantino in Grecia.». «Qui siamo io e Mario nel bar di fianco al ristorantino in Grecia.». «Qui...ehm...siamo ancora io e Mario» Quando si torna da un viaggio, magari in qualche posto lontano, poterne trattenere il ricordo e raccontarlo ad amici e conoscenti diventa molto complicato. Nella memoria si conservano solo gli episodi divertenti o gli intoppi, come una brutta figura con la lingua locale, una gomma bucata o un'indigestione di cozze, che non sempre servono a trasmettere lo spirito di un luogo. Anche il viaggio più avventuroso della vita può ridursi ad una serie di sequenze slegate, difficili da ridire ad un altro e difficile da ricordare a sé stessi. Il viaggio non è un semplice spostamento da un posto all'altro, ma è un percorso di formazione.
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CURIOSITÀ
COME SEI, DOVE VAI
Ogni temperamento ha una meta di viaggio ideale? Ecco una divertente lista di topologie di carattere e mete adatte
di Raffaele Giglietti
Il carat
tere di una persona è dato dalla somma di moltissimi elementi che si associano in infinite combinazioni. Nel tempo, ed al variare delle circostanze, l’influenza di alcuni elementi può modificarsi dando vita a mutazioni caratteriali. Da ciò si può concludere che i caratteri umani sono infiniti e non definitivi. Il carattere di un individuo, in un dato momento, è unico e difficilmente collocabile, per intero, in categorie predefinite. Ciò nonostante il tentativo di classificare i caratteri è molto radicato. Anche noi, nel nostro quotidiano, siamo abituati ad “incasellare” le persone che abbiamo di fronte: estroverso, collerico, iperattivo, affabile, eccetera.
Di seguito sono descritti venti profili caratteriali con i relativi suggerimenti per i viaggi. Provate a posizionare voi stessi e non sorprendetevi se, per quanto detto, troverete riscontro in più tipi.
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ARTE
SEGNI D'ARTE NELL'AMBIENTE RURALE DELL'OLTREPO'
Segni lasciati dall’ingegno e dall’operosità della gente di Pianura
di Vittorio Negrelli
La corte agric
 ola padana, intesa dal punto di vista degli elementi costitutivi, dello schema distributivo e della struttura edilizia, si è sviluppata nell’arco di cinque secoli: dalla metà del ‘400 alla metà del ‘900. In questo arco di tempo sono andati maturando, perfezionandosi, dei modelli architettonici che, raggiunta l’ottimizzazione formale e funzionale, si sono poi riproposti senza sostanziali modificazioni fino alla fine del ciclo vitale della corte cosiddetta “da padrone”. Nonostante l’adozione degli stessi elementi e degli stessi tipi edilizi, l’architettura rurale tradizionale non ha mai prodotto risultati scontati o ripetitivi. Questo perché il prodotto finale è sempre stato un prodotto artigianale, un abito cucito addosso al committente, che ne evidenziava lo stato sociale, il ruolo, le modalità gestionali, l’imprenditorialità, la cultura. Inoltre era il risultato della capacità creativa e tecnica di chi la progettava, dell’abilità e della bravura, del mestiere e dell’esperienza di chi la realizzava. Così una corte agreste non è mai uguale ad un’altra, ma è sempre riconoscibile da una particolarità planimetrica, da una variabile combinatoria nell’accostamento di volumi, da un dettaglio, da una decorazione, dal suo porsi in dialogo con l’intorno ambientale. In questo senso le corti rurali delle campagne della Bassa rappresentano un valore ed una risorsa, uno straordinario giacimento di beni architettonici ed ambientali perché esse contribuiscono in modo essenziale a creare l’immagine tipica e specifica del paesaggio padano. Questi insediamenti residenziali e produttivi esprimono una cultura, quella del mondo contadino, di cui sarebbe importante salvaguardare memoria e valori.
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ATTUALITÀ
LA LIBERTÀ DI STAMPA: LE DIECI DOMANDE A BERLUSCONI
Come protesta simbolica nei confronti di un atto che limita la libertà (la querela del presidente del Consiglio al quotidiano La Repubblica) L'Eretico pubblica a sua volta le domande
Non entriamo nel merito della qu
estione (per ora), ma crediamo che l'atto del presidente sia intollerabile: la libertà di informazione e di opinione è uno degli aspetti fondamentali della democrazia. Porre domande è il compito di giornalisti e mezzi di informazione, querelare chi lo fa è un mezzo per limitare la libertà di un paese. Seguono le famose domande:
1 – Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quando ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
2 – Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi?
3 – Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano “papi”?
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RIFLESSIONI
LONTANO DA DOVE?
Luoghi fisici e spirituali difficili da raggiungere
di Maddalena Letari
 - Colpito dalla sventura un ebreo aveva deciso di fuggire. Si era disfatto dei suoi pochi averi, aveva preso commiato da parenti e amici e si era recato dal rabbino per riceverne l'ultima benedizione e una parola di conforto. “Così la vostra scelta è fatta?”, chiese il buon rabbino. E dopo un poco: “E ditemi: andate lontano?” “Lontano da dove?”, rispose l'ebreo. – (storiella ebraica). Mi soffermo a pensare a questa semplice domanda, che non pretende una risposta e si illude del cambiamento attraverso lo spazio. Fuggire da se stessi, dalla vita che ha deluso, diventa uno sforzo di fantasia ammirevole per arrivare in un luogo remoto, se non dell’anima, almeno della Terra, spostarsi per prendere le distanze dalla propria esistenza si aggiunge al viaggio per affari o per diporto, più romantico del primo, meno rilassante del secondo, ma fondamentale per riconoscersi di nuovo. Mi trovo a ricordare l’amico che ha lasciato tutto e tutti e di cui non ho più notizie, l’ultima volta che ci siamo visti avevo notato che era già partito e, refrattario ai saluti, aveva preferito accomiatarsi con un falso “ci vediamo”, girando semplicemente la sua pagina.
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SCIENZA
LE FRONTIERE DELL'INTELLIGENZA
Intervista a Markus Hutter, docente alla Australian National University. Ricercatore Eclettico, i suoi studi spaziano dalla fisica delle particelle all'intelligenza artificiale
a cura di Daniele Lanzillo
Professor Hutter, inannazi tutto la ringraziamo sentitamente per aver accettato di rilasciare questa intervista. Un primo sguardo al suo ricco curriculum scientifico e di ricerca mostra che lei ha contribuito ad un gran numero di aree diverse: dalla fisica delle particelle all'intelligenza artificiale, dalla teoria delle decisioni sequenziali a quella del controllo adattativo, e molto altro. Vorrebbe illustrarci la motivazione fondamentale di questo ampio sforzo, e qual è la visione filosofica che unifica il suo approccio?
La maggior parte delle mie attività, eccettuato un "ritiro" industriale durato cinque anni, sono sospinte dal desiderio di creare sistemi dotati di intelligenza di livello comparabile con quella umana, e dal mio sogno di progredire verso una Teoria del Tutto in fisica. La mia motivazione iniziale per quest'ultimo aspetto nasce dal mio desiderio di comprendere il mondo. In seguito sono rimasto affascinato dalla pura eleganza e profondità delle teorie fondamentali in fisica. Durante gli scorsi nove anni, ho dedicato la maggior parte del mio tempo alla soluzione del problema centrale in Intelligenza Artificiale. Qui la mia motivazione originaria, all'età di circa otto anni, era quella di costruire un robot autonomo che mettesse ordine nella mia stanza. Naturalmente questo ha poi ceduto il passo a motivazioni di natura più prettamente intellettuale, filosofica, socioeconomica.
Il mio lavoro quotidiano, però, è molto meno grandioso. Identifico un problema aperto, che ritengo necessario affrontare al fine di compiere qualche progresso verso i grandi obiettivi, e cerco di risolvere quello. In questo sforzo mi trovo necessariamente a sfiorare numerosi campi e discipline limitrofe.
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