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TENTAZIONI E PECCATI

Guida pratica ai peccati, cosa sono, come si commettono. Il concetto di peccato tra antropologia, sociologia e teologia

 

altIl concetto di peccato appartiene indubbiamente alla sfera religiosa. Ma non a questa dimensione della vita sociale e individuale siamo interessati, almeno non esclusivamente. Peccato e tentazione, un binomio indissolubile. Quello che vediamo, sentiamo, pensiamo condiziona il nostro comportamento. L'azione compiuta ricade tra i peccati o tra le virtù. Ma chi sanziona il peccato come tale, chi ha l'autorità di esprimere un giudizio sull'azione dell'uomo? I religiosi risponderebbero Dio (ognuno il proprio), altri sosterrebbero che la natura impone comportamenti corretti e altri li indica come sbagliati, altri ancora l'interesse, o semplicemente una serie di eventi e giudizi precari determinati dal contesto dove il "peccato" avviene. Tratteremo il peccato (con particolare attenzione all'elenco entrato nella tadizione dei “peccati capitali”) da più punti di vista. Il peccato come azione biasimevole influenzata dal giudizio di un comportamento sociale dannoso o da un atavico tabù, magari nato per convenienze “naturali” (e qui ci verranno incontro la sociologia e l'antropologia). Qui, come è facile comprendere, il peccato viene completamente umanizzato e scisso da ogni riferimento al divino. Non sarà trascurato l'ambito teologico proprio del Cristianesimo Cattolico. Tra le più alte vette di speculazione religiosa, il pensiero teologico occidentale ha tentato durante il medioevo l'impossibile sintesi tra speculazione razionale e fede religiosa. La dottrina Cattolica sul peccato (ma non solo) si è formata in questo lungo processo, sistematizzandosi e irrigidendosi con la Controriforma prima, e con l'urto della scienza poi. Ma il peccato è anche sublime ispirazione per l'arte e la letteratura. Non ci rivolgeremo ai più noti peccatori della letteratura occidentale. Abbiamo scelto di interrogare (attraverso la voce di slavisti) peccati e peccatori della letteratura russa. I peccatori per eccellenza sono certo diavoli e demoni che hanno rinnegato Dio, ribelli che in epoca romantica furono simbolo di autonomia e autoaffermazione. Dove è stato applicato un moderato filtro d'ironia all'interpretazione del peccato, non è stato certo per la volontà di beffarsi di questo tipo di credenza, quanto piuttosto per disinnescare la bomba del senso di colpa e guardare con più libertà al nostro agire quotidiano. Tuttavia, l'accostamento di credenze religiose che hanno per natura una struttura dogmatica (è così perchè il dio ce lo dice) a metodi di ricerca propri delle scienze sociali, non può che favorire una comprensione critica anche da parte di coloro che a queste credenze ispirano la propria vita. Rimane, spogliato dalla pesantezza dei secoli, il peccato rivisto e corretto in chiave moderna: la lussuria attraverso il web, la gola che si alimenta di hamburger e hotdog, la vanità di adolescenti che si pongono come obiettivo assoluto la visibilità televisiva, la violenza come guerra di sterminio, l'accidia come mancanza di volontà nel migliorare e comprendere il mondo che ci gira intorno. Chi ci perdonerà da questi nuovi peccati?
 

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