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GEOMETRIA DEL FANTASTICO
Fantasia e immaginazione tra arte e scienza. In edicola da mercoledì 10 marzo.
Se si parl
Cosa può avere a che fare la scienza con la fantasia e l'immaginazione? La serie di articoli che seguirà cerca di dimostrare – o almeno suggerire – come l'integrazione tra conoscenze scientifiche (che indichiamo con la metafora del “geometrico”) e la facoltà immaginativa, il fantastico e la spinta inventiva, siano uno dei connubbi culturali più dinamici e ricchi della storia umana.
Quando parliamo di facoltà immaginativa e di fantastico includiamo, quindi, tanto una capacità di rappresentare ciò che non c'è (come avviene negli esperimenti mentali di cui si avvale anche la pratica scientifica) quanto l'invenzione di fiction proprie del narrare letterario e artistico. Matrimonio improprio, sosterrà qualcuno, adatto forse al cinema e alla fantascienza. Non è così. Attraverso le gemoetrie del fantastico, che passano per un certo tipo di pratica creativa e di cultura scientifica, si coltivano nuove forme di conoscenza, si aprono nuove e più complesse vie di interpretazione del mondo. Nelle pagine che seguono verranno forniti alcuni spunti di geometrie del fantastico: ad esempio tali geometrie si ravvisano nell'idea che l'inventare la scienza, creare ipotesi che poi devono essere riscontrate empiricamente, sia un processo eminentemente creativo, meno calcolato e deduttivo di quanto si pensa. Passando per i meccanismi della mente che regolano l'immaginazione, ci soffermiamo anche su un altro punto privilegiato dal quale guardiamo alla geometria del fantastico: la letteratura. È proprio attraverso un certo tipo di letteratura che guarda alla scienza – e per questo talvolta accusata di freddezza – che si possono reinterpretare miti millenari e domande eterne che gli esseri umani si pongono, rivisti e corretti alla luce di un mondo ormai tremendamente complesso quale la scienza e la società contemporanea ce lo presentano.
Poi, è inutile negarlo, la mescolanza creatività-scienza eleva a livello esponenziale la capacità immaginativa e, seppure diviene puro gioco intellettuale, è cibo mentale e raffinato piacere. È il caso dei “metodi” per creare letteratura, su suggestione che si ispira a quell'Ars combinatoria che Leibniz indicava come una simbolizzazione del pensiero con cui operare calcoli logico-matematici, che qui rileggiamo come gioco di ricombinazione di elementi dati in una realtà frammentaria e iperstrutturata. Letteratura e biologia molecolare, letteratura e fisica delle particelle, letteratura e neuroscienze: gli spazi di immaginazione si aprono all'infinito, si frantumano in rivoli sempre più complessi. Esattamente come la realtà che vortica attorno a noi.
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