SOCIETÀ
PRONTUARIO DEL PECCATORE MODERNO
Peccati: Dante ne dava una precisa collocazione nell’Inferno, oggi se ne può trovare una dettagliata catalogazione in farmacia, con relativo prodotto da assumere sia per sconfiggerli, sia per esaltarli.
L’Accidia. Sembra essere il peccato che più assomiglia ai tempi che viviamo. Certo che l’attuale crisi economica ha dato una grossa mano alla mancanza d’iniziativa, alla depressione, al disinteresse verso gli altri e verso se stessi. È un estremo smarrirsi senza prospettive, è l’ozio costretto e compulsivo, il male oscuro di cui scriveva Berto, la malattia incomprensibile in un mondo votato alla produzione e al fare che non tollera chi non produce e non fa. Il toccasana più famoso tra gli accidiosi, al secolo i depressi, è il Prozac, ma anche tutti gli altri antidepressivi hanno un fatturato in crescita.
L’Avarizia. È aumentata sensibilmente nella società del benessere, allargando la distanza tra chi non ha e chi ha troppo e difende con le unghie e con i denti il proprio patrimonio, meritando, per questo peccato, i paradisi fiscali. Se non si è avari di beni, si è avari di sentimenti. Ci danno fastidio i deboli, non c’è posto per i diversi, non si digeriscono i neri e i cinesi. Si vuole tutto senza essere disposti a dare qualcosa, se non due soldi in chiesa per lavarsi la coscienza. Si considera il mondo una proprietà esclusiva in cui gli “altri” non possono far valere i propri diritti, perché i nostri privilegi occupano tutto lo spazio. Camus diceva che “L’enfer c’est les esistenzialista, ma per l’odierno avaro gli altri diventano solo un problema di ordine pubblico. La preoccupazione di avere un patrimonio e di doverlo difendere, porta inevitabilmente ad emicranie, cervicali e stati d’ansia, ci fa investire in sistemi d’allarme e in antidolorifici, ma il confessore o lo psicoterapeuta sono forse maggiormente indicati per guarire dall’ossessione per il possesso compulsivo.
La Gola. È il peccato più manifesto e ingombrante. Le popolazioni dei paesi ricchi stanno progressivamente aumentando di peso, negli Stati Uniti la percentuale di americani in sovrappeso sta sfiorando il 60%. In senso lato, il moderno peccatore di gola fagocita di tutto: brutture, violenze, ingiustizie, parolacce, grandi e piccoli fratelli, razzismo, sessismo, gossip, guerre e digerisce tutto con un rutto, senza scalfirsi. La bulimia odierna ci fa comprare qualsiasi cosa e il progresso sembra essere il modello più recente di cellulare e non la scoperta di un farmaco salva-vita. A questo proposito, in farmacia possiamo trovare drenanti, farmaci taglia-fame, digestivi, supposte o purganti.
L’Invidia. Com’è noto, è una brutta compagnia, è cieca verso quello che si ha e vede troppo bene quello che ha qualcun altro. È una passione che si vergogna di sé e si manifesta attraverso il silenzio e lo sguardo di sbieco, senza osare confessare il proprio desiderio malato. Se questo peccato trova nel confronto la propria dannazione, nell’emulazione ha un momentaneo sollievo. I tentativi di imitazione della bellezza e della giovinezza, oggi condizioni sempre più invidiate e raggiungibili, possono portare a farsi tagliare, succhiare, tirare fino all’inverosimile, a farsi spalmare di creme e di alghe, farsi tirar via parte dello stomaco e aggiungere più taglie al reggiseno, per raggiungere un modello ideale. Si arriva persino ad avvelenarsi con il botulino e sul bancone della farmacia le creme contro cellulite, rughe e smagliature tentano i meno giovani e i meno belli. Se questo può sembrare, in fondo, un peccato veniale, senza speranza appaiono quelli che si fanno rifare a somiglianza di qualcun altro, ma se vogliamo sedare quella punta d’acido che sorge alla bocca dello stomaco quando si invidia qualcuno o qualcosa, un bel Maalox fa proprio al caso nostro. L’Ira. È, come altre passioni, una necessità fisica che danneggia sia quando eccessivamente repressa, sia quando liberata e senza freni. È il peccato più comune, perché comune a tutti, talmente atavico da sembrare contro natura non cedervi. È il nostro Mr. Hyde che salta fuori spernacchiando il dottor Jekyll e ci mette in crisi con noi stessi, facendoci sperimentare l’identità dell’es, in barba alla razionalità e alla buona educazione. Oggigiorno l’ira è diventata il pane e il companatico della televisione più becera e della politica più bieca. Dai dibattiti urlati in TV alle risse tra studenti fuori della scuola, tutto diventa spettacolo da filmare e riproporre su You-tube. Per placare il nervosismo i prodotti da banco o con ricetta medica non mancano, dai calmanti blandi ai sedativi potenti e non a caso il Presidente della Camera ne hasuggerito l’uso ad un collega.
La Lussuria. Diventa vizio e peccato quando reifica l’oggetto del desiderio, quando non c’è più relazione, ma descrizione, non più scambio, ma solo eccesso. Dopo la cacciata dal Paradiso tutto si è complicato, dopo la rivoluzione sessuale tutto è più confuso. Ci conforta il fatto che anche S.Agostino chiedesse a Dio di renderlo casto, ma non subito e che Woody Allen, in ordine di importanza, anteponesse le sue pratiche lussuriose al respirare. Assieme alla Gola, a cui spesso si accoppia, è il crimine più divertente e socievole, il più trasgressivo e commercializzato, sia nelle case d’appuntamento, sia nei sexy shop, sia nei locali dedicati che sulle riviste specializzate. È il pepe che fa vendere di più, l’irresistibile tentazione. Nessuno ne è indenne, purtroppo, però, l’età doma l’istinto e l’estro, in questo caso, il Viagra fa miracoli, ma sarà bene presentare ricetta medica e dare una controllatina alle coronarie, prima di comprarlo.
La Superbia. Per l’alfabeto arriva per ultima e per la Chiesa è storicamente il peggiore dei Sette Peccati Capitali. Nella mitologia pagana l’alterigia era incarnata da Prometeo che rubava il fuoco agli Dei, per il Vecchio Testamento il suo massimo rappresentante è stato Lucifero, che si credeva il più bello tra tutti gli angeli, gli arcangeli e i serafini. Nella società moderna, l’uomo si sente spesso invincibile: fa guerre preventive, pulizie etniche, gioca con le leggi della natura stravolgendole, dà la vita a chi non la vuole e viceversa, manipola la genetica di vegetali ed esseri viventi, oppure contribuisce con nonchalance alla loro estinzione, crea buchi nel cielo e costruisce ancora torri di Babele per raggiungere Dio, l’ultima l’ha eretta a Dubai. Per compensare tutto questo sforzo, dopo essersi fatti misurare la pressione, sarà bene chiedere al farmacista anche qualche energizzante di sintesi o omeopatico. I veri superbi, però, per credersi dio in terra, preferiscono essere riforniti dallo spacciatore sotto casa e di superbi ce ne devono essere parecchi in giro, a giudicare dalle analisi delle acque nostrane, che mostrano inquietanti risultati sulle percentuali di cocaina rinvenute nei nostri fiumi. Se un tempo l’espiazione era l’unica via per la salvezza, ora spesso non riusciamo neppure a riconoscere le nostre mancanze, tuttavia ne vediamo gli esiti e cerchiamo goffamente di porvi rimedio mettendoci un cerotto. Il minimo dolore necessita un sedativo: farmaci per tirarci su di giri, per calmarci, per riempici e per vuotarci, per toglierci la sofferenza dal corpo, ma non dall’anima, per aiutarci a peccare con più consapevolezza, se non con coscienza. Seguendo questa natura troppo umana difficilmente guadagneremo il Paradiso, ma si dice in giro che l’Inferno, benché abbia un pessimo clima, ha di sicuro una compagnia migliore.
Maddalena Letari



