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VIAGGI

NIGERIA DEL SUD: DIARIO DI VIAGGIO

L'Associazione culturale Anemos in Nigeria. Obiettivo: la ricerca dell'acqua. Il pozzo è stato trivellato con successo nell’agosto dello scorso anno

 

Villaggio d alti Avuvu, Nigeria del sud, tardo pomeriggio del giorno 10 gennaio 2010. Tutto è pronto per accogliere gli ospiti italiani. La piccola comitiva, capitanata da Don Nino Ghisi, è ignara dei festeggiamenti preparati dalla gente del villaggio. Il polveroso pulmino affronta l’ultima curva e si immette nella direttrice finale. Una folla festante, chiassosa, incontenibile si assiepa intorno all’esausto e ansimante pulmino. È un coro fatto di allegria, balli, canti, musica a ritmi africani. Esce don Nino ed un’acclamazione lo avvolge subito nell’affetto e nel calore umano di questa gente. Poi è la volta di Franco Vivi (vero attore di questo progetto) e via via degli altri quattro componenti. Le strette di mano e le pacche sulle spalle si sprecano. Tutto contagia. L’allegria della festa, la spontaneità della gente, il clima, le varie suggestioni, le cadenze dei ritmi musicali sono componenti che contribuiscono a rendere ancora più magica una serata speciale. Poi la festa continua. In pratica per un’intera giornata si balla, si canta, si fa musica con qualsiasi cosa che capiti per la mani. La conclusione ha del fantastico. I nostri "eroi" sono vestiti di tutto punto con abiti tradizionali confezionati su misura per loro. Giulia (Ruini) in un elegante abito lungo, che ne esalta stile e garbo, inizia a far strage di cuori. Alla fine avrà proposte di matrimonio da almeno una ventina di aitanti ragazzi del posto. Il momento è solenne. È sera. I saggi del villaggio, contornati dalla gente che assiepa la piazzetta centrale, conferisco agli ospiti il titolo e gli emblemi di dignitari di Avuvu (in pratica la cittadinanza onoraria). È una cerimonia per nulla banale. L’emozione si avverte e si trasmette tra i convenuti. Quando si dice che l’acqua è vita, si professa una sacrosanta verità. E dalla vita nasce vita. La vita che fa sgorgare affetti, condivisioni, riconoscenza, mutuo aiuto.

Il giorno dopo tutti al lavoro sotto la ferrea direzione di Franco Vivi. Perché l’acqua di cui si parlava è l’obiettivo di questo gruppo di volontari. Il pozzo infatti è stato trivellato con successo nell’agosto dello scorso anno. Poi è stato realizzato il pensile e creata una rete di distribuzione che alimenta vari punti (15) del villaggio. Ora c’è da comperare il generatore di corrente per alimentare la pompa di sollevamento e per dare luce al villaggio. Poi il collaudo del tutto e la messa a regime. Facile da darsi ma per niente da farsi. Siamo in Africa e in una zona politicamente molto inquieta, soggetta ad un progresso caotico, non governato, irrispettoso dell’ambiente e, guarda caso, dei più deboli. Citiamo solo per dovere le difficoltà a raggiungere le città per acquistare attrezzature e materiali. La zona è militarizzata. Controlli ovunque che si superano pagando il pizzo ai militari. Discariche in ogni parte. Gente che vive in mezzo ai rifiuti. Scoli fognari ai margini delle strade, spesso esondati ed alimentanti odori insopportabili e veicoli di malattie. Bambini sporchi, laceri, girovaganti in una selva frammista di tutto, del peggio di tutto. I rifiuti vengono continuamente bruciati in un clima fatto di polveri, fumi, diossina a più non posso. Dante avrebbe materiale inedito per riscrivere qualche suo girone infernale. Marco Ruini e Giuseppe Cupello, medici di professione, si prestano nelle cure ai vari casi che sono a loro sottoposti. Siamo alla conclusione. Finalmente e quasi miracolosamente all’ultimo giorno l’acqua sgorga. Sergio Calzari e Marco Ruini prendono Vivi e lo immergono nell’acqua. Bravo Franco. Bravo Don Nino. Non a caso vengono portati in trionfo. È festa grande. Ma bravi anche i ragazzi e le ragazze del gruppo missionario parrocchiale di Novellara (Reggio Emilia), che hanno raccolto con iniziative varie le risorse per fare il pozzo, acquedotto e il resto che offre l’acqua agli amici di Avuvu: un gran bel esempio di solidarietà tre le genti. Il tutto è stato denomino: Water for life projet, scritto in inglese perché là parlano inglese.

 

A cura di ANEMOS

 

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE ANEMOS: COS'È?

L’associazione senza finalità lucrative ANEMOS, che hapreso vita dalla volontà del Dottor Marco Ruini e di alcuni amici, svolge la sua attività nei rami della solidarietà umana e sociale, della cultura, del tempo libero, dell’affermazione dei diritti dei più deboli. Un ruolo importante che si prefigge è quello inerente la gestione della Libera Università di Neuroscienze (L.U.N.), quale momento di incontro, confronto interdisciplinare, discussione ed approfondimento di temi che interessano la scienza, gli operatori specializzati, ma anche, in generale, i cittadini interessati, i giovani e i meno giovani... L’idea è quella di favorire una discussione che sappia allargarsi ai vari saperi e contemporaneamente ad una platea sempre più larga, fatta non solo di addetti ai lavori, ma di gente comune desiderosa di contribuire con la propria esperienza a coniugare conoscenze, interessi, voglia di aggiornamento continuo. L’attività della L.U.N. è in stretto collegamento con ANEMOS poliambulatorio di neuroscienze, che offre le sue prestazioni medico specialistiche a Reggio Emilia (Via R.Ruini, 6) e in vari ospedali di Reggio Emilia e province limitrofe. Altro ramo ove l’associazione Anemos sta qualificandosi è quello della solidarietà internazionale. Il gruppo di Ruini ed amici (gruppo di matrice laica) ha scelto da qualche anno di associarsi ad interventi umanitari proposti da sacerdoti o gruppi missionari che attuano progetti in varie zone del mondo. Insieme ai sacerdoti Don Nino Ghisi, Don Candido Bizzarri e Don Giancarlo Pacchin (Padre Gianchi per gli amici) Anemos ha seguito e sostenuto varie realizzazioni ed attività attuate sia in Africa sia in Brasile (acquedotti, scuole, sostegno ai movimenti dei senza terra, ecc). Varie persone affiancano con il loro contributo l’attività di Anemos, che, vale la pena evidenziarlo, non ha costi di struttura o di altra natura, perchè i proventi ricevuti vengono interamente destinati ai progetti e alle azioni di sostegno previste. I costi dei viaggi e di sostegno sono interamente a carico dei volontari che partecipano alle attività di Anemos. È possibile, per chi fosse interessato a partecipare e a sostenere l'attività di Anemos, contattare l’ufficio di Anemos poliambulatorio (0522 – 922052) per avere informazioni e le coordinate bancarie. Prima di concludere, desideriamo far sapere che ANEMOS è aperta a tutti. Unica condizione richiesta è quella di aver voglia di fare; un fare che diventa armonia, modo di stare insieme, creatività, semplicità.

 

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