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SOCIETÀ

UOMINI IMPOTENTI E DONNE DI POTERE

Le dispari opportunità degli uomini poco tutelati e delle donne senza scrupoli

 

L’Economic F altorum ha pubblicato ad ottobre il Global Gender Gap Report 2009, che segnala i diversi livelli di “pari opportunità” nel mondo, per quanto riguarda l’istruzione, l’equità dei salari, la possibilità di impiego, la partecipazione politica, la rappresentanza nei consigli di amministrazione che contano. Inutile dire che l’Italia non è al primo posto. Rispetto all’anno precedente perde, anzi, 5 posizioni, dal 67° posto al 72°, ma anziché criticare la “società degli uomini” converrebbe chiedersi se sono le donne che non hanno capacità o gli uomini che permettono loro certe corsie di preferenza, il più delle volte valutando unicamente il merito di un bel fondoschiena; se sono le donne che preferiscono starsene a casa mantenute dall’ex marito o gli uomini che proprio non ce la fanno a capire che fare la lavatrice o i piatti non toglie dignità; se sono le donne che non vogliono coinvolgersi nella vita politica o se sono gli uomini che le tengono fuori, facendole entrare solo quando il dovere d’immagine lo reclama.

Se parliamo di privato, Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani, afferma che il 25% degli ospiti nelle mense dei poveri sono separati o divorziati e che nell’80% dei casi si tratta di padri forzati a mantenere moglie e figli. Sono per la maggior parte operai, impiegati ed insegnanti trasformati in clochard dagli obblighi di legge e, spesso, da donne che non possono perdonare i difetti di convivenza.

Annualmente le cifre delle famiglie in crisi superano i 250.000 casi, un numero tale da far pensare all’attuazione di aiuti economici e benefit per evitare che le vite spezzate di questi nuovi poveri finiscano, in dignitosi abiti grigi, sulla strada o a chiedere un pasto alla Caritas, assieme all’usuale corte dei miracoli degli enti caritativi. Se raccontassimo loro che una ricerca inglese afferma la possibilità di trovare l’amore applicando una formula matematica, ci manderebbero giustamente a quel paese. Orfani di pari opportunità, questi ex mariti ed ex padri sono completamente privati della possibilità di rifarsi una vita e se si perde la dignità, non si può neanche pensare di essere buoni genitori, nonostante l’equa revisione di legge sull’affidamento congiunto. All’inizio gli “alimenti” dovevano garantire la parte “debole” della famiglia, rappresentata da moglie e figli; è un dato di fatto statistico che sia l’ex marito a dovere pagare, ma sembra altrettanto certo, oggi, che ci siano donne prive di scrupoli che incassano l’assegno di mantenimento, lavorando in nero per poterlo comunque recepire. Ci si dovrebbe chiedere se sia più dignitoso dormire in macchina e lavarsi ai bagni pubblici o rubare i soldi a chi non ne ha, più per vendetta che per diritto o bisogno, ma i danni agli uomini senza potere sono ancora minori rispetto a quelli che alcune donne perpetrano nei confronti di quelli potenti e, per contro, anche di tutta la comunità. Si sa: un uomo si fa sempre irretire da un bel paio di tette anche rifatte, ma la donna riesce persino a mandar giù rughe, tupè e pancia, affascinata maggiormente dal richiamo del potere e del denaro che da quello della prestanza fisica, in fin dei conti “sgheo fa oseo”. Si potrebbe andare avanti con stereotipi tragicamente autentici, dicendo che sarà anche vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, ma che l’uomo potente in questione puntualmente se la dimentica, sia che lavori nell’ufficio ovale a Washington, o a palazzo Grazioli a Roma, all’Eliseo come al Comune di Bologna, o se ha l’abitudine di frequentare via Gradoli. Il binomio sesso-politica sembra non tramontare mai, sia a destra, sia a sinistra gli uomini che detengono un ruolo di rilevanza si dimostrano giganti dai piedi di argilla e sprofondano dando ascolto alla voce delle sirene in carne, ossa e guepière. Le donne usano il loro corpo, come hanno sempre fatto, ma la novità è che lo fanno con sempre minor vergogna, confortate in questo da un mondo che inneggia al denaro e al successo come unica fonte di redenzione. L’attuale situazione toglie la voglia di festeggiare con mimose od altro l’odierna coscienza femminile, perchè è un po’ sporca. L’archetipo dell’arcigna ex-moglie o della bella in carriera sono duri a morire e non fanno onore al sesso non più debole, ma anche se l’orizzonte si stringe ogni giorno di più, sarebbe salutare sperare in un mondo più pari che dispari, dove nel privato si possano riconoscere i reciproci errori e nel pubblico si possa far strada per merito e passione politica, camminando sulle proprie gambe, anche se un po’ storte.

 

Maddalena Letari

 

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