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LA COMPAGNIA DEGLI SCIOCCHI

Gli italiani che se ne fregano dell’Italia e quelli che si vergognano di essere italiani

 

altLa Rochefoucauld affermava che una persona di spirito avesse bisogno di essere circondata da un gruppo di sciocchi per sottolineare la propria intelligenza. Il pessimista francese, consacrato alla gloria grazie ai cioccolatini, avrebbe probabilmente sorriso ai risultati di un’indagine statistica secondo la quale un italiano su quattro si vergogna di essere italiano. Si sarebbe chiesto: e gli altri tre? A conferma del proprio aforisma avrebbe scoperto che uno è troppo occupato alle slot-machine del bar sottocasa, il secondo si unisce ad improbabili gruppi su Facebook e il terzo si commuove se sente l’inno nazionale e, mano sul cuore, si alza in piedi e canta. I nostri lettori non giudicherebbero stolti questi tre e probabilmente neppure La Rochefoucauld; certo è che lo scrittore, per la sua naturale tendenza a vedere nero, avrebbe simpatizzato per l’italiano arrossito fino alle orecchie, considerandolo l’unico conscio di una realtà che farebbe ridere se non facesse così piangere. Oggi occorre fare uno sforzo notevole per sentire l’orgoglio nazionale: siamo più propensi a quello di campanile. Ancora fermi all’idea feudale, apprezziamo il nostro orticello non per quello che ci offre, ma perché disprezziamo tendenzialmente quello degli altri. Sarà forse perché l’Italia è così lunga, sarà perché l’hanno passata e ripassata tutti, perché è stata culla della civiltà e vaso di Pandora di tutti i mali antichi e moderni: dalla corruzione all’abuso di potere, dalla mafia-‘nrangheta-camorra-sacra corona unita alla negazione dei diritti elementari: il lavoro, l’istruzione, la salute, sarà per questo od altro, certo che aveva visto lungo anche lo statista (per par condicio non è chiaro se Giolitti o Mussolini) che disse: governare gli italiani non è impossibile, ma inutile.

Le giustificazioni storiche sembrano ormai più pretesti che ragioni fondate. La genialità nazionale si scontra con l’assoluta, atavica, mancanza organizzativa: beffardamente non riusciamo a sfruttare le nostre bellezze artistiche perché ne abbiamo troppe, mentre il patrimonio naturalistico sta franando sotto il cemento ad ogni scroscio d’acqua un po’ più forte. I nostri politici annaspano tra scandali sessuali, pecuniari e liti da cortile e l’italiano medio, quello che cerca di tirare alla quarta settimana, se ne frega delle tribune politiche in TV, legge solo la Gazzetta dello Sport, si distrae con la partita mercoledì, sabato e domenica e con il lotto gli altri giorni, ha una compagna impegnata con i figli, il gossip e le soap opera e di sicuro non si interroga sulla fedeltà alla bandiera: tira a campà, come tutti.

A rigor di logica dovrebbe proprio essere quell’italiano lì a vergognarsi di pagare le tasse per chi, avendo molto più denaro di lui, non lo fa, per chi non segue le regole e opta sempre per le scorciatoie, dovrebbe vergognarsi per il futuro negato ai suoi figli, il rispetto rubato ai vecchi e la dignità ancora negata alle donne; se sapesse le lingue, dovrebbe imbarazzarsi a leggere quello che scrive la stampa estera sull’Italia e sarebbe meglio capisse come utilizzare i mezzi di informazione, dal momento che censura e manipolazione mischiano il vero al verosimile e confondono idee e posizioni. Invece a lui, di tutto questo scempio nazionale non importa: ne è talmente anestetizzato che non si accorge del marcio che c’è in Italia. Pensandoci meglio ci è persino noto il nome di uno dei vergognosi del quartetto statistico sull’amor di patria: Fabrizio Corona. Ma sì!... Quel paparazzo condannato per aver ricattato con foto imbarazzanti un po’ di Vip, condannato pure per spaccio di banconote false, quello che si fa fotografare in cella con l’underwear che lui stesso firma e butta mutande ai suoi fan dalla finestra di casa, lo stesso multato un paio di volte per guida senza patente perché gli era stata precedentemente revocata e che, da quando ha deciso di restituire il passaporto, è in tutte le trasmissioni italiane con o senza la sua fidanzata argentina. Sempre lui, mi pare, è stato il protagonista di un reality show e lo sarà anche di una delle prossime fiction ed è sempre lui l’ispiratore di un libro e di un fumetto che faranno certamente successo. Lui, proprio lui si vergogna di essere italiano. Tragicamente buffo, no?

 

Maddalena Letari

 

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