L'Eretico. Idee Arte e Pensiero

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RACCONTI

SOLUZIONE DEI PROBLEMI

di Andrea Reverberi

 

Domenica 17 Giugno da tre ore e trenta. Analisi mediche sparse sul pavimento della camera. Frammenti di soprammobili in un angolo. Mozziconi di sorrisi a pagamento nel posacenere.Marco è un nome del cazzo”. Lo dice a voce alta nonostante l’ora tarda.Uno di quei nomi che, se non ti fai subito un gran soprannome, li puoi pure gettare nel cesso e tanti saluti!”. Sta seduto nudo e verme sul letto sudato. Sia lui che il letto, sudati. Le lenzuola col mare disegnato sono molto realistiche. La voce calda al gusto di sigaro di Ibrahim gli arriva dallo stereo. Gli ricorda che c’è molta gente che vive tutto diverso da come vive lui. El sueno de Cuba lo avvolge. Il gusto di tabacco alla mela che ha in bocca lo aiuta un po’.Ibrahim è un nome coi controcazzi, se mi chiamassi così sarei già famoso da un po’...”. Un angelo del cazzo gli aveva detto qualche sera prima (parlando di lui a voce alta come se non ci fosse) che se non era già diventato famoso non lo sarebbe diventato mai più. Un angelo ubriaco ed in vino veritas, l’ha beffeggiato. Gli ha detto che la sua musica era “troppo intellettuale”. Quella sera aveva seriamente pensato di strappargli le ali e cucinarle arrosto con le patate. Poi si era riguardato “Hannibal” (quanti spunti) e due volte “Paura e delirio a Las Vegas”. Si era calmato. C’erano già nell’aria cose più importanti. Era anche squillato il telefono. Ma non aveva avuto voglia di rispondere.
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RACCONTI

IL CARRELLO DEGLI ALTRI

di Maddalena Letari

 

Mi è sempre piaciuto sbirciare dentro i carrelli degli altri al supermercato: è un po’ come guardare attraverso le finestre illuminate nelle calde notti estive.

Sono arrivato ad affinare la mia tecnica fino ad indovinare i pensieri di chi, distrattamente, si muove tra gli scaffali, scegliendo, soppesando, riponendo la merce al suo posto o mettendola dentro l’argenteo cestello senza pensarci una seconda volta.

Quelli che proprio non capisco sono i casi di abbandono: mi dispiace vedere un vasetto di cioccolata tra la pasta o una scatoletta di fagioli in mezzo ai detersivi. Allora capita che, mosso a pietà, raccolgo il prodotto e lo porto via con me, per ristabilire quel senso di ordine ed equilibrio che riesco a trovare solamente nell’armonia degli articoli della stessa natura, divisi unicamente dalla marca e dal prezzo.

 

L’uomo è ciò che mangia, ma anche ciò che compra. Ecco, il mio carrello fa trapelare la mia sobrietà: un po’ di verdura e di frutta, certo la pasta non manca mai, poi il latte, il caffé, un sugo di quelli preparati, perché non sono un gran cuoco e anche se avessi tempo non avrei la fantasia sufficiente per cucinare in modo dignitoso.
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RACCONTI

BIAGIO PICCOLO FIOCCO DI NEVE

 

di Angela Giovannini

Oltre le nuvole più alte del cielo e più in alto ancora dove i nostri occhi non possono arrivare, esiste un bellissimo paese dove vivono tutti i fiocchi di neve del mondo. E’ un paese naturalmente molto freddo , dove noi umani non potremmo mai e poi mai vivere, fatto di alte montagne e neve, solo bianca e scintillante neve. Lì vivono tutti i fiocchi del mondo di ogni misura e forma: grandi  piccoli, magri e grassi, amano giocare e divertirsi, saltando in su e giù correndo come pazzi tra le loro montagne innevate. Possono cambiare forma a loro piacere , si uniscono e….voilà paiono tanti alberi e ancora….volià, animali dalle strane forme e in un attimo con un leggero colpo di vento , ancora nuove forme che si creano accompagnate da risa e gridolini di allegria. N

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