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SOCIETÀ CIVILE

IL PADRINO EMILIANO

La mafia al nord. L'Emilia, e la provincia di Reggio Emilia in particolare, registra la presenza della criminalità, soprattutto calabrese. La 'ndrangheta nelle parole delle associazioni civili di Reggio Emilia

 

altMetti una sera nella Bassa reggiana, ai confini con Mantova e Parma, per discutere durante una affollata assemblea pubblica di infiltrazioni mafiose nella valle del Po. Urla, litigi, contestazioni e l’impressione che il tema sia tale da non si esaurirsi con il “solito” titolo del quotidiano di destra, che ha un interesse molto pratico ed evidentemente strumentale a descrivere “quello che fu il paese di Peppone e Don Camillo” in una sorta di covo di criminali, ‘ndranghetisti e affiliati alle cosche capaci di imporsi, molto al di sopra della lungimiranza degli amministratori locali. A Reggio Emilia oltre all’impegno concreto, non da oggi, della politica, sono sorte negli ultimi anni una serie di associazioni che tengono alta la bandiera della legalità, appartenenti agli ambiti culturali più vari e spesso lontanissimi fra loro. Parlare di rischio-mafia nel capoluogo e nella provincia con alcuni fra i rappresentanti che animano queste esperienze significa ascoltare una voce diversa da quelle alle quali si dà spazio di solito, una voce poco piegabile agli interessi di una parte o dell’altra, un’opinione che per certi aspetti vale doppio perché viene da persone che in larghissima maggioranza sono volontari, e comunque decidono di esporsi in prima persona su tematiche nient’affatto comode o facili. Quattro gli interlocutori ai quali si è chiesto di confrontarsi in una sorta di forum: Mauro Ponzi (Presidente del Consorzio Oscar Romero), Giovanni Trisolini (Coordinatore della zona di Reggio Emilia per la Cgil), Gianfranco Riccò (esponente di Co.Lo.Re, Coordinamento Locride-Reggio Emilia) e Simona Montanari (coordinatrice di Libera Reggio).

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COMUNICAZIONE&TERRITORIO

LE NOTIZIE INTORNO AL FIUME PO

Una mappa di giornali e televisioni tra Parma, Reggio, Mantova e Modena:

come nascono, di chi sono, cosa fanno


 

altLa Padanìa (ammesso che esista e che si vogliano ricondurre a questa definizione tutte le terre bagnate da Sua Maestà il Po e quelle confinanti) trova sempre il modo per distinguersi. Lasciate perdere la cucina, la passione per la politica e il bel canto, la dimestichezza coi motori e vicende affini. Concentratevi sulla preghiera mattutina dell’uomo laico, ossia la lettura dei quotidiani. Chi volesse abbeverarsi solo alle “fonti locali”, in qualsiasi punto della terra di Po non resterebbe certo a bocca asciutta: se dieci anni fa il giornalista Umberto Bonafini – che quel mondo lo ha conosciuto bene e lo pratica tuttora – in un libro intitolato Le città di destra e di sinistra scriveva «Da Piacenza al mare Adriatico non v’è campanile dal quale non sventoli la testata di un giornale», oggi di bandiere di carta ce ne sono almeno due per provincia. Quello dei mezzi di comunicazione locali è un settore decisamente affollato e, sotto vari aspetti, delicato; accanto alla carta stampata, naturalmente, non vanno dimenticate le televisioni, con il loro pubblico occasionale o fedele che non va per niente sottovalutato. Non è inutile, dunque, addentrarci nella giungla dei media, cercando anche di capire chi si nasconde dietro a una testata o a un teleschermo.
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TERRITORIO

MERCATO E CULTURA: IL CASO DI REGGIO EMILIA

Al di fuori dei circuiti classici del turismo italiano (Firenze, Roma, Venezia in particolare) quali politiche culturali portano avanti le tante piccole e medie città italiane, spesso altrettanto ricche e interessanti? Abbiamo interpellato Guido Catellani, assessore alla cultura della città di Reggio Emilia

 

Dopo la premess alta delle pagine precendenti (vedi L'Eretico di ottobre 2009) e della difficoltà di definire in astratto il termine cultura ed il ruolo sociale, occorre rivolgere l'attenzione ad un punto di vista “concreto”. Ne parliamo con l'Assessore G. Catellani del Comune di Reggio Emilia. All'assessore abbiamo rivolto domande finalizzate a comprendere cosa significa “fare cultura” sul territorio

 

La situazione di Reggio Emilia: quale sono le attrattive culturali, turistiche e gli eventi degni di nota del territorio? Il progetto che più ha caratterizzato la nostra città in una dimensione culturale nazionale ed internazionale è sicuramente Fotografia Europea, qualcosa che è più di un festival della fotografia e che permette di lavorare su un tema per diversi mesi. Poi mi piace ricordare tre grandi rassegne musicali nate con il mio assessorato, SoliDeo Gloria, Rorate Coeli e il festival estivo OST dedicato al rapporto tra cinema e musica. Pensa che il “mercato” della cultura possa essere redditizio per chi (imprenditori privati o enti pubblici) decide di investire risorse, o consiglierebbe a ipotetici investitori di rivolgersi ad altro? Penso di si, lo dimostrano molte ricerche sul territorio, a partire da un’indagine della nostra Università.- L’80% delle risorse impiegate per Fotografia Europea ha una ricaduta sul territorio
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TERRITORIO

AMBIENTE CULTURA ATTUALITA'

La provincia di Mantova: dal territorio ai problemi della nostra contemporaneità

 

Abbiamo incontrato Maurizio Fontanili, Presi altdente della Provincia di Mantova. ex primario chirurgo e dirigente politico della democrazia cristiana. eletto per la seconda volta all’interno del partito democratico, guida la provincia mantovana col sostegno di tutte le forze politiche del centrosinistra. Dal territorio ai problemi della nostra contemporaneità, un dialogo a tutto tondo con un rappresentante delle istituzioni.

 

Società e povertà. Discorrendo di attualità, economia e politica internazionale, tra le questioni che più interessano il presidente, vi è senza dubbio il problema della povertà. «Non è mai scontanto ricordare il cosiddetto Terzo Mondo, in particolare il continente africano, di come sia in queste condizioni nonostante i continui proclami di aiuto. I paesi più ricchi del pianeta hanno un grande debito verse le aree povere, dove intere popolazioni soffrono notoriamente per carenza di cibo, di un’abitazione dignitosa, di libertà e assistenza sanitaria». Fontanili, riguardo il tema dell’immigrazione che trattiamo largamente in questo numero de L’Eretico, ci parla di una percentuale di extracomunitari a Mantova tra le più alte in Italia, con tutti problemi che ne conseguono. «Posizionati spesso nella fascia più debole della società - ci spiega il presidente - , gli immigrati sono responsabili in una percentuale molto alta (ma non superano gli italiani) dei reati di spaccio, violenza e fenomeni di intolleranza. Ci sono però - precisa – tantissimi immigrati regolari, persone inserite nel tessuto sociale locale che subiscono a loro volta violenza e discriminazione. Questi fatti però non fanno notizia, non vengono seguiti dai mezzi di informazione. Per esempio – racconta Fontanili - sono stato a rendere omaggio ufficiale alle salme di due donne rumene, lavoratrici regolari, uccise da due uomini italiani, ma nessuno ha seguito o dato voce a questo fatto».
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MUSICA

MA E' TUTTA UN'ALTRA MUSICA

Quanti tesori d’arte stanno ancora nascosti nei “centri minori”

di Roberto Rinaldi

 

Un po’ in tutti i paesi della bassa c’è un gran proliferare di scuole di musica; è una tradizione, quella delle scuole di musica, che affonda le radici molto lontano nel tempo. Erano, e in parte lo sono ancora, un ottimo vivaio per il rinnovo, o il potenziamento, delle bande musicali paesane o filarmoniche, come oggi si fanno chiamare. Sono veri gioielli culturali che, spesso, sfornano autentici talenti. Una delle scuole più significative del territorio è sicuramente quella del capoluogo di zona, che si chiama, per l’appunto, “Città di Guastalla”. La chiamano “il Piccolo Conservatorio della Bassa” per due buone ragioni: la scuola, che si articola in 15 cattedre, conta ben 141 allievi; le 15 cattedre sono tenute da insegnanti di prestigio nazionale: il corso di sax e clarinetto, tanto per citarne uno, è affidato al maestro Fabrizio Benevelli che il grande Riccardo Muti chiama puntualmente in orchestra quando la partitura lo prevede; altri strumentisti hanno avuto esperienze professionali importanti con personaggi della musica moderna del calibro di Pelù, Ligabue, Finardi e Vecchioni.
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