STORIA DELLA CULTURA
LETTERATURA POTENZIALE
Come si produce letteratura? Da dove nascono le opere poetiche e narrative? È tempo di liberarsi dell’immagine tradizionale del poeta ispirato, dotato di un’intelligenza e di una fantasia fuori dalla norma
Oulip
o e la letteratura potenziale. Concentriamoci sul secolo appena concluso, il ventesimo, padre di innumerevoli avanguardie artistiche e generatore di sperimentazioni acrobatiche in quasi ogni settore dello scibile umano. Focalizziamo la nostra attenzione sulla letteratura. Restringiamo ancora di più il campo, per individuare i più significativi tra gli esperimenti in campo letterario. Ed ecco che il nostro sguardo finirà inevitabilmente per soffermarsi sulla Francia, la Francia di Oulipo, per la precisione. Oulipo nasce nel 1960, per iniziativa di Raymond Queneau e di Francois Le Lionnais; è l’acronimo di Ouvroir de LIttérature POtentielle, traducibile in italiano come “laboratorio di letteratura potenziale”. Cosa si intende per letteratura potenziale? Questo richiamo aristotelico, molto frequente anche nel linguaggio comune (di solito si dice di uno studente che ha grandi potenzialità proprio quando i suoi risultati in campo scolastico potrebbero essere eccellenti mentre, di fatto, risultano scarsi), indica una letteratura che non è ancora stata creata, che di fatto non esiste, ma che può essere portata alla luce partendo da opere preesistenti oppure da nuove regole e procedimenti linguistici.
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LETTERATURA
GEOMETRIE CALVINIANE
Italo Calvino e le geometrie del fantastico. Il rapporto tra letteratura e scienza nell'opera calviniana e la lettura dell'uomo contemporaneo
Sperimentazioni. Le formule schematiche dei testi scolastici ci presentano spesso un Italo Calvino “realista”, contrapposto ad un Calvino “fiabesco e fantastico”. Seppure le schematizzazioni siano spesso fuorvianti, è indubbio che a partire dagli anni Sessanta l'opera calviniana entra in un momento di sperimentazione dai forti connotati fantastici. A posteriori, come verrà anche spiegato più avanti, pare che la fortuna di critica e di pubblico sia stata qualcosa di costante. In realtà, il mondo culturale di allora mosse critiche pesanti al nuovo corso dell'opera calviniana. La contaminazione tra arte e scienza venne vista come una sorta di tradimento della letteratura. Carlo Cassola, uno dei più noti scrittori di allora, poneva, ad esempio, la realtà semplice come elemento fondante del fare letteratura. Non era interassato al fervore di cui godevano in quel periodo – soprattutto sotto l'influenza francese – l'antropologia, la linguistica, lo strutturalismo.
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VIAGGI
NIGERIA DEL SUD: DIARIO DI VIAGGIO
L'Associazione culturale Anemos in Nigeria. Obiettivo: la ricerca dell'acqua. Il pozzo è stato trivellato con successo nell’agosto dello scorso anno
Villaggio d
 i Avuvu, Nigeria del sud, tardo pomeriggio del giorno 10 gennaio 2010. Tutto è pronto per accogliere gli ospiti italiani. La piccola comitiva, capitanata da Don Nino Ghisi, è ignara dei festeggiamenti preparati dalla gente del villaggio. Il polveroso pulmino affronta l’ultima curva e si immette nella direttrice finale. Una folla festante, chiassosa, incontenibile si assiepa intorno all’esausto e ansimante pulmino. È un coro fatto di allegria, balli, canti, musica a ritmi africani. Esce don Nino ed un’acclamazione lo avvolge subito nell’affetto e nel calore umano di questa gente. Poi è la volta di Franco Vivi (vero attore di questo progetto) e via via degli altri quattro componenti. Le strette di mano e le pacche sulle spalle si sprecano. Tutto contagia. L’allegria della festa, la spontaneità della gente, il clima, le varie suggestioni, le cadenze dei ritmi musicali sono componenti che contribuiscono a rendere ancora più magica una serata speciale.
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LETTERATURA
DIAVOLI E PECCATORI NELLA LETTERATURA RUSSA
La declinazione letteraria del peccatore a volte assume i connotati di un demone, un ribelle orgoglioso che lotta per la libertà e la conoscenza, soffre per la propria solitudine e a volte cerca un riscatto che difficilmente potrà avvenire
Il tema del peccato sembra essere particolarmente adatto ad un approccio di tipo letterario; forse perché dotato di uno statuto ambiguo, generante nel contempo attrazione e repulsione, distaccamento e identificazione, da parte sia del lettore che dell’autore stesso, lo possiamo incontrare nella produzione letteraria di tutti i tempi e di tutte le aree geografiche (almeno europee). Pensiamo ai personaggi epicamente descritti da Dante nel suo Inferno, o alle figure di Adamo ed Eva, o di Lucifero, delineati dalla penna di John Milton nel Paradiso Perduto, per poi spostarci all’Innominato manzoniano, e divertiamoci nell’inseguire e stanare i grandi e piccoli peccatori letterari; ci renderemo conto di quanto la nostra cultura sia permeata di figure che impersonano la colpa, soprattutto quella religiosamente intesa. Tuttavia, la declinazione letteraria del peccatore a volte presenta dei tratti diversi, più ambivalenti, ed egli assume allora i connotati di un demone, un ribelle orgoglioso che lotta per la libertà e la conoscenza, soffre per la propria solitudine e a volte cerca un riscatto che difficilmente potrà avvenire; oppure, con i suoi atti inconsueti e straordinari, svela le meschinità del genere umano, talvolta più grandi dei singoli peccati.
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ARTE
TEMPO E ARTE
Passan vostre grandezze e vostre pompe, passan le signorie, passano i regni: ogni cosa mortal Tempo interrompe. (Petrarca, Trionfi, v. 111-114)
Secondo la mitologia greca e romana, la sorte di ogni uomo era stabilita da tre Parche (o Moire), divinità figlie di Zeus e Temi (la Giustizia): la prima, Cloto, filava il filo della vita; la seconda, Làchesi, lo svolgeva (stabilendo in questo modo il destino di ciascuno e la durata della sua vita); la terza, Atropo, aveva il compito di troncarlo, ponendo fine alla sua esistenza. Le loro decisioni erano irrevocabili, poiché nemmeno gli dei potevano opporvisi. Talvolta venivano anche chiamate Fate, poiché le loro decisioni coincidevano con quelle del destino, il Fato, e venivano raffigurate come tre vecchie, oppure tre giovani, in atto di filare. Il gesto del filare associato al trascorrere del tempo ha dunque origine nella mitologia e nella letteratura, e da questo campo è stato felicemente trasposto a quello della pittura; oltre all’immagine delle Parche, canonica è anche quella di Penelope, fedele moglie di Ulisse, che nel corso della prolungata assenza del marito teneva a bada i pretendenti con la promessa che avrebbe scelto uno di loro solo dopo aver terminato di tessere un telo per il suocero, Laerte. Scaltramente, ogni giorno portava avanti il suo lavoro, ed ogni notte lo disfaceva, per poter prolungare indefinitamente il tempo di attesa, nella speranza che Odisseo tornasse presto a Itaca.
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